Una guida (più o meno) ragionata sul perché il 4 marzo sia inutile andare a votare

Una guida (più o meno) ragionata sul perché il 4 marzo sia inutile andare a votare

Per coloro che il 4 marzo non sapessero ancora per chi votare, i seguenti suggerimenti vogliono essere una guida ragionata al non voto in base alle preferenze di ciascun elettore.


«Non posso parlarvi di sondaggi ma ne ho appena letto uno... siamo a un passo della vittoria... Il M5S può vincere in tutti i collegi uninominali del sud e in molti del nord e così possiamo raggiungere la maggioranza per governare.»
Così parlò Di Maio dal palco allestito a Piazza del Popolo nel discorso di chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle.

Quindi, dato che Di Maio dà per scontata la vittoria, è inutile scomodarsi per andare a mettere una croce sul simbolo dei 5 Stelle... coloro che hanno già deciso di farlo sono così tanti che è inutile accodarsi, perché il risultato non cambierebbe. Quindi, meglio stare a casa.


Ma se foste convinti di dovervi opporre ai 5 Stelle, allora diventerà necessario andare alle urne per votare il più fiero oppositore dei grillini, il Partito Democratico. Infatti, come ha ricordato Gentiloni, con un ammonimento degno di Cicerone, «chi ti promette la luna, di solito ti porta nel burrone.»

Ancora più chiaro, in proposito, è stato Matteo Renzi nel suo discorso di chiusura della campagna Pd, tenutosi al chiuso di un teatro fiorentino da poco più di 1500 posti. «C’è una cosa sola di cui ci vergogniamo: ci vergogniamo di voi e del vostro linguaggio, cari 5 stelle.

Oggi abbiamo visto una piazza per tre quarti vuota, e le piazze non si falsificano, non sono come bonifici; le piazze o le riempi o sono vuote.

Questo modo violento non fa male al Pd, fa male all’Italia. E noi non ci vergogniamo di essere del Pd, noi siamo orgogliosi di essere del Partito democratico, nonostante abbiano fatto di tutto per farci vergognare del Pd: scandali, prove false, finte notizie, violenze verbali e insulti. Anche gli attori del nostro spot sono stati insultati. Tutto questo fa male all’Italia, non non ci vergogniamo di essere del Pd.»

Ma è proprio come dice Renzi? Prendiamo ad esempio uno degli slogan della campagna elettorale dove il Pd parla di incentivi sotto forma di defiscalizzazione per i nuovi contratti di lavoro dipendente. A chi sono destinati? Ai contratti di lavoro a tempo indeterminato... dice la pubblicità. In realtà, però, i nuovi contratti di lavoro a cui si riferisce il Pd sono contratti di lavoro che l'Istat indica come "permanenti", perché diventeranno a tempo indeterminato solo in caso di rinnovo, dopo 3 anni!

Questa, secondo Renzi è corretta informazione? E che dire della moglie Agnese che gira con il suo Suv per i lungarni di Firenze? Il marito Matteo si è infuriato dicendo che così fan tutti a seguito dei lavori che indicano percorsi obbligati per tutti i fiorentini, salvo poi tacere quando è stato pubblicato un permesso concesso dal Comune che consente alla signora Landini di girare con la "sua" macchina per Firenze andando dove vuole e quando vuole in tutte le zone a traffico limitato. E secondo Renzi questa era una fake news!

Ma come è possibile votare un partito guidato da un simile personaggio che, come un ossesso, dice che grazie
al suo governo e a quello Gentiloni l'Italia adesso se non è il Paese di Bengodi poco ci manca? Gli "yes men" di cui si è circondato non gli hanno fatto sapere che esiste un diverso modo di fare comunicazione per un politico in base al proprio ruolo? Quando sei all'opposizione puoi dire ciò che vuoi, quando sei al governo è da idioti incaponirsi nel voler dimostrare di aver fatto sempre tutto bene. Ma Renzi, immerso nell'ipertrofia del suo infinito egocentrismo ed ossessionato dal potere, non lo capisce, finendo non solo per essere insopportabile, ma persino inguardabile. Per questo non è possibile votarlo.


Ampia è invece la scelta per l'indeciso di destra. Il partito più "moderato" è guidato da un signore ultraottantenne con i capelli disegnati, la faccia colorata di arancione e deturpata da dei lifting che gli impediscono una corretta dizione, tanto che alcune parole finiscono per essere addirittura farfugliate.

Si sta parlando di Silvio Berlusconi, ovviamente. Del suo partito, Forza italia, si potrebbe dire che è invotabile perché Berlusconi, che lo guida, è un pregiudicato che, oltretutto, una sentenza lo indica anche come finanziatore di Cosa Nostra. Troppo facile, oltre che inutile, causa il pragmatismo di quell'elettorato.

L'indeciso di destra, però, dovrebbe riflettere sul dato politico. Forza Italia, dopo 25 anni, non è stata in grado di esprimere una classe dirigente in grado di sostituire quella che aveva fondato il partito. Nessun ricambio generazionale... anche nei programmi. Come nel 1994 anche nel 2018 c'è sempre Berlusconi che dice di voler fare le stesse cose di 25 anni fa! Ma come è possibile votarlo?


Ma in alternativa esiste il pragmatismo di Salvini! Prima gli italiani, il suo slogan che ricalca l'America First di Donald Trump! Prima gli italiani rispetto agli "immigrati"! Ma ha senso? In base a quello che Salvini vuole farci credere, pubblicando notizie di cronaca anche travisate se non in qualche caso addirittura fasulle, l'Italia sarebbe la riproposizione della Fattoria degli Animali dove gli "immigrati" nel ruolo dei maiali fanno la bella vita sfruttando il lavoro degli altri animali... interpretati dai poveri italiani.

Una descrizione iperbolica, vero, ma che esprime nella sostanza la campagna elettorale del leader leghista. E visto che la sicurezza è uno di suoi chiodi fissi, in base al suo personale "vangelo" viene da credere che non esista di meglio che essere rapinati da un delinquente certificato italiano al 100% che da un "immigrato", per giunta nero! Vuoi mettere? Anche per una questione di decoro, per rispetto della propria intelligenza, come si fa ad andare a votare Salvini?


Sulla stessa lunghezza d'onda del leader leghista vi è poi la terza gamba del centrodestra, costituita dai Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Perché dovremmo votarla? Un nostalgico del duce, uno che dice di non essere fascista (in pubblico) ma di essere anche anti antifascista, dovrebbe vedere nella Meloni e nel suo partito un bell'esempio di rappresentanza.

Il problema, però, è la "sora" Giorgia pur dicendosi affratellata con l'Italia, sembra che non abbia idee proprie, tanto che è andata in pellegrinaggio in Ungheria a prendere appunti da Orban su come disegnare l'Italia una volta che sia lei a formare il nuovo governo! Ma se ti chiami Fratelli d'Italia devi andare in Ungheria per farti dire che cosa fare per governare? Anche un non fascista (ma solo in pubblico) ha la propria dignità e, pertanto, anche la Meloni non può essere votata.

Ci sarebbero altri partiti, sia all'interno delle due coalizioni di centrodestra e di centrosinistra, oltre a quelli che si presentano per proprio conto,
che possono essere votati... ma i sondaggi di due settimane fa ci dicono che neppure un miracolo potrebbe renderli capaci di un governo, oltre a quelli che probabilmente non riusciranno a conquistare neppure un seggio. Quindi, manca qualsiasi stimolo logico per un indeciso che si rispetti nell'uscire di casa per andare al seggio e votare per uno di loro.

Pertanto è consigliabile, per qualsiasi indeciso che si rispetti, di restarsene a casa e di non andare a votare perché non solo non cambierebbe nulla rispetto al risultato che i convinti del loro voto già ci avrebbero - almeno secondo alcuni - già regalato, ma anche perché, qualunque sia il voto, si finirebbe comunque per contribuire ad eleggere dei personaggi che sono in ogni caso dei rappresentanti delle segreterie dei partiti e dei loro interessi e non certo dei rappresentanti del popolo.

Finché questi quaquaraquà da quattro soldi che si arrogano il diritto di voler rappresentare gli italiani non si decideranno a licenziare una legge elettorale anche pur vagamente degna del suo nome ed in grado di far scegliere alla gente il proprio rappresentante di collegio tra un elenco di candidati, non solo è inutile andare a votare, ma è persino dannoso, perché tale voto finirebbe per essere considerato dagli stessi quaquaraquà come un placet per quanto da loro fatto ed un via libera per continuare, anche in futuro, a compiere le stesse nefandezze compiute finora che hanno avuto pure il coraggio di chiamare leggi, se non addirittura riforme!

Roberto Castrogiovanni
Categoria Politica
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