Esteri

Si aggrava la guerra in Ucraina dopo la distruzione della diga di Kakhovka

Nel novembre 2022, a seguito della controffensiva ucraina nell'oblast di Kherson a nord del Dnipro, Zelensky aveva dichiarato che qualsiasi tentativo da parte delle forze russe di far saltare in aria la centrale idroelettrica di Kakhovka, inondando il territorio ucraino e prosciugando la centrale nucleare di Zaporizhzhia avrebbe significato che la Russia stava "dichiarando guerra al mondo intero".

Questa mattina, i russi hanno distrutto la diga che alimentava la centrale idroelettrica di Kakhovka. Secondo un testimone oculare le cui dichiarazioni sono state riprese dall'Ukrainska Pravda, c'è stata un'unica esplosione, a seguito della quale la diga "è crollata come un castello di carte".

Nelle ore successive all'esplosione, le acque del Dnipro hanno cominciato ad allagare gli insediamenti a valle della diga. Alle 9 del mattino, il governatore dell'oblast di Kherson Oleksandr Prokudin ha riferito che i villaggi di Tiahinka, Lvove, Odradokamianka, Ivanivka, Mykilske, Tokarivka, Poniativka, Bilozerka e il distretto di Ostriv a Kherson erano "completamente o parzialmente allagati".

Costruita nel 1956, la centrale era una componente cruciale dell'infrastruttura energetica dell'Ucraina. Secondo Ukrhydroenergo, l'agenzia statale per l'energia idroelettrica, i danni causati alla sala macchine all'interno della centrale di Kakhovka sono "impossibili da riparare" è stata completamente distrutta.

"La distruzione della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka conferma al mondo intero che loro (i russi) devono essere espulsi da ogni angolo del territorio ucraino", ha scritto su Twitter il presidente Zelensky che ha subito convocato una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina.

Il livello dell'acqua nel bacino di Kahovka sta diminuendo rapidamente, ha riferito la Ukrhydroenergo. Il governatore dell'oblast di Kherson Oleksandr Prokudin ha riferito che l'evacuazione degli insediamenti a rischio era già in corso. Secondo il governatore, circa 16.000 abitazioni sono da evacuare.

Costantemente monitorata anche la situazione presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia. "La diminuzione incontrollata del livello dell'acqua del bacino rappresenta un'ulteriore minaccia per la centrale nucleare di Zaporizhia", ha dichiarato la Ukrhydroenergo, aggiungendo che l'impianto di raffreddamento al momento sta funzionando correttamente. Secondo l'AIEA, non vi è "alcun rischio immediato per la sicurezza nucleare nell'impianto".

Che cosa dicono i russi?

Che la diga di Kakhovka a seguito degli attacchi ucraini portati durante la notte è progressivamente crollata, mentre la centrale idroelettrica è andata distrutta. "Nella notte di martedì, riporta la Tass, le truppe ucraine hanno attaccato l'impianto di generazione di energia presumibilmente utilizzando un sistema di lancio multiplo Olkha. Il bombardamento ha distrutto le valvole e provocato lo scarico incontrollato di acqua a valle. La zona di inondazione può interessare 80 comunità residenziali".

In precedenza, nella notte, sull'Ucraina erano stati lanciati 35 missili balistici che, a detta delle forze di difesa di Kiev, sono stati tutti distrutti dalla contraerea di Kiev.

Chi è che ha fatto saltare la diga? Impossibile credere che gli ucraini che vogliono riprendersi il territorio, pensino di distruggerne le infrastrutture e le abitazioni dei civili. Se così fosse, avrebbero bombardato a tappeto Kherson per riprenderne il controllo. Così non è stato. E perché i russi hanno fatto saltare la diga? Probabilmente per creare un ulteriore ostacolo all'avanzata ucraina nel sud, nel momento in cui Kiev deciderà di attaccare. Di certo però, la scelta è anche un'evidente ammissione di debolezza da parte di Mosca che, indirettamente, fa capire di poter dare per persi i territori conquistati, considerando che gli allagamenti non interesseranno solo le aree sotto il controllo dell'Ucraina, ma anche quelle sotto il controllo della Russia, che ormai sta registrando come sempre più inefficace anche la strategia dei bombardamenti.

Ma nel caso Putin dovesse dare per persa la guerra, potrebbe far ricorso alle armi non convenzionali? Una domanda che, a questo, non è assurdo porsi.

Autore Alberto Valli
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