ANPI, contro l'apartheid giuridico del decreto sicurezza necessaria una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria

ANPI, contro l'apartheid giuridico del decreto sicurezza necessaria una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria

Di seguito il comunicato della presidente dell'ANPI, Carla Nespolo, a seguito dell'approvazione definitiva, con voto di fiducia, del decreto sicurezza e immigrazione.


Con l'approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione e l'Italia entra nell'incubo dell'apartheid giuridico.

È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all'accoglienza, all'integrazione.

A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo.

Questa legge, oltretutto, non risolve affatto il problema del controllo dell'immigrazione clandestina, bensì l'aggrava - come stanno denunciando in queste ore non pochi Sindaci, anche del M5s - con un carico di lavoro per i Comuni insopportabile.

Non si può restare inerti. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti cui dovremo assistere.

Facciamo appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini: che l'indignazione sia permanente, che non manchi occasione di riempire piazze e strade per un'Italia autenticamente umana.

Facciamo appello alle forze politiche democratiche: basta divisioni, discussioni stucchevoli, rese dei conti.

È ora di una straordinaria assunzione di responsabilità. Di organizzare una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria.

L'ANPI c'è e con lei tante associazioni che continuano nel loro quotidiano lavoro di stimolo sociale e costituzionale.

L'umanità al potere! Adesso.

Categoria Politica
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