L'olio di palma? Forse non è così "cattivo" come viene descritto

L'olio di palma? Forse non è così cattivo come viene descritto

In un interessante servizio della BBC, si parla dell'olio di palma e del suo utilizzo nell'industria alimentare. Come è risaputo, da tempo è in atto una campagna che ne ha bandito l'uso soprattutto a causa dell'impatto negativo che la sua produzione ha sull'ambiente, con animali come l'orango che sono seriamente minacciati di estinzione.

Quindi, l'olio di palma è veramente da considerare un nemico dell'ambiente ed i prodotti che lo usano non devono pertanto essere acquistati?

Teoricamente sì, ma c'è però una specie di "scappatoia", rappresentata da una produzione definita "sostenibile", praticamente una specie di consorzio che compone una filiera "responsabile" composta da coltivatori di palma da cui ricavare olio, rivenditori e produttori.

In cosa consiste la sostenibilità? Nell'impegno al rispetto delle foreste primarie, a rendere trasparenti le procedure di approvvigionamento, a controllare la emissioni di anidride carbonica, a limitare le piantagioni, a trattare i lavoratori in modo equo e a creare zone faunistiche.

Nel Regno Unito, in base a quanto riportato nell'articolo, già nel 2016 il 75% delle importazioni di olio di palma nel Regno Unito proveniva da produzioni sostenibili.

Però, secondo alcune associazioni ambientalistiche, non vi sarebbero riscontri certi in relazione alla conservazione ambientale da parte dei produttori di olio di palma sostenibile.

Ma perché allora non vietarne completamente l'utilizzo industriale? Il problema sarebbe risolto alla radice. La risposta è data dal suo elevatissimo rendimento come olio vegetale.

Come sostituti dell'olio di palma l'industria può infatti utilizzare l'olio di semi di girasole, quello di colza o quello di cocco. Però, per avere lo stesso rendimento dell'olio di palma, il loro utilizzo dovrebbe essere ben dieci volte maggiore. Quindi, si dovrebbe di conseguenza aumentarne di dieci volte la produzione estendendo piantagioni che causerebbero consumo di terra, ulteriore produzione di anidride carbonica, ecc. In pratica, si tratterebbe solo di spostare un problema da una parte del mondo ad un'altra.

Quindi, la produzione di olio di palma sostenibile sembra essere la strada più logica da percorrere, supportare e migliorare.

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