Il terrorismo psicologico dei 5 Stelle lontano da ogni forma di democrazia e condivisione

Il terrorismo psicologico dei 5 Stelle lontano da ogni forma di democrazia e condivisione

«Un sentito GRAZIE ai colleghi De Falco e Nugnes che hanno seguito la loro coerenza, hanno pensato prima al bene dei cittadini e dell’ambiente che agli ordini di scuderia. Grazie anche per il coraggio di una scelta non semplice in un clima di terrorismo psicologico lontano da ogni forma di democrazia e condivisione.»

Così ha scritto la senatrice pentastellata Elena Fattori sulla propria pagina Facebook, candidandosi ad allargare il gruppo dei "dissidenti" da cacciare dal Movimento.

Inoltre, riferendosi a quanto aveva affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 5 Stelle Stefano Buffagni, nei confronti di De Falco, etichettandolo come «un genio che si sente troppo genio rispetto al gruppo» e accusandolo di aver «votato contro e senza preavviso insieme con Pd e Fi», mentre il governo deve  «tenere in piedi i conti del Paese, non quelli della famiglia De Falco», la senatrice Fattori ha pubblicato il seguente post titolato con il proverbio "Ciascun dal proprio cuor l’altrui misura"...



Il post si conclude poi ricordando da parte di alcuni la necessità di «mettere a tacere le voci stonate di chi non sa dare un significato alla fatica della coerenza e la traduce in danaro probabilmente solo perché è l'unica ricompensa a cui, colui che accusa, dà un valore.»

Parole, quelle della Fattori, senz'altro sprecate considerato che vengono rivolte a persone che fanno della faziosità lo scudo principale della loro incoerenza, come dimostra il post di Carlo Sibilia, sottosegretario al ministero dell'Interno:

«CHI HA DECISO DI ANTEPORRE I PROPRI INTERESSI A QUELLI DEL PAESE DOVREBBE TORNARSENE A CASA.

Il grande squallore della politica del passato era quello di sentire promesse che poi non venivano mantenute perché qualcuno pensava prima ai propri interessi, economici, mediatici, ideologici, privati insomma, anteponendoli a quelli del Paese.

Siamo stati eletti per dare delle risposte a tutto questo. Ai Genovesi, a chi è stato colpito dal terremoto, dalle alluvioni e altre emergenze. Per essere compatti e portare a casa il risultato.

Non siamo stati eletti per ergersi ognuno a paladino di se stesso. E delle proprie convinzioni personali a discapito di quelle di un gruppo intero e del governo.

Magari trovando, all’occorrenza, la complicità di un partito che ha un leader pregiudicato o di qualcuno che diceva di dare i suoi soldi alle piccole imprese italiane e poi li intascava per se [così è riportato nel testo, ndr.]. Nemmeno per dare fiducia al governo salvo poi essere contrario a qualsiasi cosa proponga. Quella si chiama opposizione tanto per essere chiari.

La responsabilità vuole che ci si svesta dell’ipocrisia piddina, si faccia una scelta e la si porti avanti. Stiamo governando il paese, non stiamo giocando.

Chi opera per se [vedi nota precedente, ndr.] e contro un intero gruppo, un’intera maggioranza della quale dice di far parte, lede il patto sottoscritto con i cittadini al momento del voto.
Se si è cambiato idea lo si dica in maniera chiara e si accettino le conseguenze con responsabilità. Si torni a casa con le proprie gambe. Se la battaglia è lodevole la gente capirà. Non abbiate paura.

I cittadini hanno bisogno di risposte e noi dobbiamo fornirle. Senza l’inutile e costante ricerca dei riflettori a loro discapito.»


Ma è sicuro il sottosegretario Sibilia che i dissidenti De Falco, Nugnes e Fattori siano loro ad essere i dissidenti dei 5 Stelle e non il resto del gruppo che al Senato vuole votare a favore del condono edilizio?

Categoria Politica
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