Il Governo continua a sfruttare il crollo del ponte Morandi a Genova per fare propaganda politica

Il Governo continua a sfruttare il crollo del ponte Morandi a Genova per fare propaganda politica

Il premier Conte ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in merito a quanto accaduto a Genova e a quello che accadrà nelle prossime settimane in relazione alla concessione e alla gestione di autostrade.

Alcune dichiarazioni di Conte, riprese dall'intervista dalle agenzie di stampa, lasciano non poche perplessità sull'attuale governo. Eccole di seguito...

«... Questo governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici, rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione.»

«[La somma stanziata per le vittime e la ricostruzione del ponte (500 milioni di euro)] è ben modesta rispetto agli utili conseguiti negli anni. Potrebbero intanto quadruplicarla o quintuplicarla.

Rimane il dato che possiamo accettare queste somme solo quale parziale risarcimento, senza alcun pregiudizio per l’avviata procedura di caducazione della concessione.»

Secondo Conte, «il governo si muoverà sempre nei binari del diritto.»

Sinceramente, rimane difficile comprendere quale sia questo diritto, e perché il giurista Conte non trovi qualche ritaglio di tempo per spiegarlo anche ai cittadini di cui dice di voler tutelare gli interessi.

Non sarebbe tutto più semplice? Ma così non è. Quindi, alle precedenti perplessità se ne aggiungono di nuove.

Il governo dice di agire nei binari del diritto, eppure anticipa le proprie decisioni senza attendere i risultati di un'inchiesta. Neppure quella avviata dallo stesso Governo, che non si protrarrà per più di un mese. E questo sarebbe procedere nei binari del diritto? E se i tecnici nominati dal ministero dovessero accertare che in quello che è accaduto a Genova vi vi sia anche la responsabilità dello Stato, in quel caso il premier Conte revocherà se stesso e tutto il Governo?

Inoltre, stupisce anche la dichiarazione in cui Conte dice che i 500 milioni messi a disposizione per le vittime e la ricostruzione del ponte non siano sufficienti, ma non perché la cifra ipotizzata dal Governo per tali interventi sia ritenuta più alta, ma perché è «ben modesta rispetto agli utili conseguiti negli anni [da Autostrade].»

È questo il diritto a cui si richiama Conte? Quello cui fa riferimento è una specie di legge del taglione che il Governo applica per trasformare quanto accaduto in propaganda per incanalare rabbia e indignazione nel consenso elettorale.

Ma è sicuro che quelle che lui ha pronunciato siano le parole di un professore universitario che insegna diritto? Da una persona del genere si attenderebbero dichiarazioni del tipo "valutiamo l'offerta fatta riservandoci di accettarla o meno in base alle necessità contingenti dei danni causati"... "ci riserviamo di valutare eventuali penali in base al contratto in essere"... "valuteremo, in base alle risultanze dell'inchiesta, di revocare o rivedere la concessione in funzione della legge vigente anche in base alle norme di tutela e sicurezza a garanzia dei cittadini..."

Sarebbe assurdo pretendere da Conte e dai suoi ministri questo tipo di dichiarazioni? No, sarebbe logico. Ma queste dichiarazioni, nella normalità della logica, non sarebbero però state utili a trasformare una tragedia in consenso elettorale.

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