Strage sovranista in Nuova Zelanda: uccisi 49 musulmani in due moschee di Christchurch

Strage sovranista in Nuova Zelanda: uccisi 49 musulmani in due moschee di Christchurch

Brenton Tarrant ha ripreso la strage in diretta streaming, pubblicando su Facebook un video di 17 minuti - successivamente rimosso dal social network - dove si vedeva in primo piano l'arma con cui stava uccidendo i suoi nemici. Esattamente come se fosse un classico videogioco "sparatutto". L'unica differenza era rappresentata dal fatto che quanto stava accadendo non era finzione e che quelle che venivano ferite e uccise erano persone vere.

Il bilancio della strage che ha avuto come teatro due diverse moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda, è stato di 49 morti, e di oltre 20 feriti, tutti di fede musulmana.

Brenton Tarrant, australiano di 28 anni originario del New South Wales, ha motivato il suo gesto in senso anti-immigrati e ha dichiarato di essersi ispirato a Anders Behring Breivik, terrorista norvegese autore degli attentati del 22 luglio 2011 che causarono la morte di 77 persone, come ha scritto nel manifesto di 74 pagine da lui pubblicato su Internet.

Le due mitragliatrici che il terrorista  ha usato per compiere la strage, così come i caricatori, erano ricoperte con scritte in inchiostro bianco che facevano riferimento ad antiche battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane. Su una delle armi è riportato anche il nome "Luca Traini", l'estremista di destra che lo scorso anno a Macerata salì in macchina dando la caccia alle persone di colore e cercando di ucciderle utilizzando una pistola.

Una strage sovranista che è stata commentata così dal sovranista ministro dell'interno Matteo Salvini: «Strage in Nuova Zelanda, condanna e disprezzo assoluti per gli infami assassini, preghiere per le vittime innocenti, compassione per quelli che "è sempre colpa di Salvini"».

Un commento imbarazzato, rilasciato solo dopo alcune ore che si è svolta la strage. Ma non per questo, gli ha impedito poi di continuare sul proprio account Facebook la propaganda di odio contro i migranti.

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