Cronaca

La sentenza Cucchi dimostra la tenacia di Salvini nel voler negare la realtà

La cosiddetta narrazione cui i politici si affidano, guidati dai loro esperti di comunicazione o spin doctor come si fanno chiamare, non prevede che ci siano deviazioni di sorta dalla via tracciata. Nessun tentennamento che possa insinuare il pur minimo dubbio nella truppa che non deve pensare, ma solo approvare, unita e compatta, ciò che il duce, comandante o capitano che dir si voglia abbia indicato.

Questo è il "modus operandi" del capopopolo Matteo Salvini. Non solo il suo, ovviamente, perché lui non ha inventato nulla al riguardo.

Ma, come si sa, le strade non sono sempre piatte e ben curate. Quindi, anche le strade virtuali non sono mai dritte e perfette... hanno salite, discese, buche, inciampi e numerose curve.

Il capopopolo, però, non si adatta all'evidenza e tira dritto, cercando con qualunque mezzo di raddrizzare quel che dritto non è e di spianare qualsiasi saliscendi, evitando di riconoscere l'evidenza dei fatti se questa non corrisponde a ciò che lui ha detto fino ad un attimo prima.

Ieri, un tribunale ha sentenziato ufficialmente, e senza che vi siano dubbi al riguardo, come era accaduto in passato, che un ragazzo, Stefano Cucchi, è stato morto in seguito al pestaggio a cui è stato sottoposto da due carabinieri, condannati per questo a 12 anni di carcere.

Il senatore e segretario della Lega Matteo Salvini qualche tempo fa aveva dichiarato che la sorella di Cucchi gli faceva schifo, perché si dannava come una disperata per far venire a galla la verità sulla morte del fratello, quando, secondo lui, non era possibile che Stefano avesse subito un pestaggio. Ieri, ad una domanda sulla sentenza, ha così commentato: "Se qualcuno ha usato violenza e ha sbagliato pagherà", ma la vicenda "testimonia che la droga fa male sempre".

L'ennesimo esempio di come operi Salvini e la sua propaganda, che è possibile mettere in atto solo se si è molto spregiudicati, se non si ha il senso della vergogna, quello della realtà e, infine, quello della dignità... una qualità negativa, ma che gli italiani sembrano apprezzare, in cambio di un bel selfie con Matteo!

Dichiarazioni, quelle di Salvini, che non sono certo le uniche che i politici si sono sentiti in dovere si pronunciare sulla vicenda, con Giovanardi che parlava di morte per malnutrizione, La Russa che dava per scontato il comportamento corretto dei carabinieri ed altri che la spiegavano come conseguenza di una vita dissoluta.

Ma non era più semplice chiedere che si facesse piena luce su una vicenda fin dall'inizio non chiara, in modo da togliere qualsiasi ombra e qualsiasi sospetto su medici (che alla fine si è scoperto che non hanno fatto il loro dovere) e forze dell'ordine  e per far sì che quanti svolgono un compito al servizio della comunità ne siano tutti e sempre all'altezza?

Ma non è evidente che se un medico è un somaro o un delinquente, così come un carabiniere o chi altri, questo non può ovviamente voler dire che tutti i medici e tutti i carabinieri lo siano?

Eppure, molti politici, che dovrebbero avere un ruolo di responsabilità in funzione del loro ruolo di rappresentanza, non lo capiscono o fingono di non capirlo!

La narrazione, prima di tutto!

E così Ilaria Cucchi ha commentato le parole di Salvini in questo modo: "Salvini perde sempre l’occasione per stare zitto. Anche io da madre sono contro la droga, ma Stefano non è morto per droga. Contro questo pregiudizio e questi personaggi abbiamo dovuto combattere per anni: in tanti sono stati chiamati a rispondere delle loro parole e non escludo che il prossimo possa essere anche Salvini".

Autore Vittorio Barnetti
Categoria Cronaca
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