Bija fece tappa anche a Roma, nel quartier generale della Guardia costiera

Bija fece tappa anche a Roma, nel quartier generale della Guardia costiera

Nell'ultima parte dell'inchiesta per Avvenire, Nello Scavo ci informa che il trafficante Bija, durante il suo viaggio in Italia, ha pure fatto tappa a Roma nel quartier generale della Guardia costiera italiana, quattro giorni dopo il meeting al Cara di Mineo.

Secondo quanto reso noto dalla Guardia Costiera, l'incontro con i libici si è svolto "nell'ambito del progetto Sea Demm (Sea and Desert Migration Management for Libyan authorities to rescue migrants), coordinato dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e dal Comando Generale delle Capitanerie di porto.

Contattati da AdnKronos, i servizi segreti italiani hanno smentito la presenza di loro funzionari al meeting di Mineo, sostenendo che non c'erano rappresentanti dell'Aise. L'Aise è, in pratica, la nostra Cia. Invece, però, non è stata smentita l'assenza degli uomini dell'Aisi (la nostra Fbi), che invece si occupa di sicurezza interna.

In conclusione del proprio articolo, Nello Scavo ricorda che già il 16 aprile 2016, in uno dei dossier del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, veniva descritto ciò che avveniva nel centro di detenzione ancora oggi sotto il controllo di Bija e del suo clan:

"Il 1 aprile a Zawiyah, quattro detenuti dalla struttura di detenzione di al-Nasr, che è gestito dal Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale (presso il governo di Tripoli, ndr), sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e 20 altri sono rimasti feriti a seguito di un apparente tentativo di fuga. Anche una guardia è stata ferita. Il caso ha mostrato la seria preoccupazione in corso riguardo alla terribile situazione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia, comprese le condizioni relative a il loro trattamento e la detenzione prolungata".

Questo è un servizio di Rai News del 2016 sulla Guardia Costiera libica:


Infine, nell'aprile 2017, un mese prima della visita in Italia, un'agenzia fotografica pubblicava un servizio su Bija, ritratto a cavallo, nell'ambito di una serie di inchieste in cui veniva indicato come il perno del network del traffico di esseri umani.

Come potevano Minniti e Gentiloni  non saperlo?

Se lo chiede anche l'autore dello scoop che per martedì 8 ottobre annuncia nuovi sviluppi nell'inchiesta...

 

Categoria Cronaca
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