Di Maio offre supporto ai gilet gialli paragonandoli al Movimento 5 Stelle

Di Maio offre supporto ai gilet gialli paragonandoli al Movimento 5 Stelle

In vista delle elezioni europee, il capo politico del Movimento 5 Stelle, nonostante tutti i problemi che vi sono in Italia, ha deciso di fare campagna elettorale cercando di "appropriarsi" della protesta dei gilet gialli in Francia, facendola passare come animata dallo stesso spirito che ha portato alla nascita del Movimento 5 Stelle.

"Gilet gialli, non mollate! - dichiara Di Maio. - Dall’Italia stiamo seguendo la vostra battaglia dal giorno in cui siete comparsi per la prima volta colorando di giallo le strade di Parigi e di altre città francesi. Sappiamo cosa anima il vostro spirito e perché avete deciso di scendere in piazza per farvi sentire.

In Francia, come in Italia, la politica è diventata sorda alle esigenze dei cittadini che sono stati tenuti fuori dalle decisioni più importanti che riguardano il popolo. Il grido che si alza forte dalle piazze francesi è in definitiva uno: “fateci partecipare!”

E’ lo stesso spirito che ha animato il MoVimento 5 Stelle e migliaia di italiani fin dal 4 ottobre del 2009, il giorno della nostra nascita. E da quel momento non ci siamo mai fermati."

L'appello di Di Maio continua, ma già dall'incipit c'è già abbastanza materiale per restar di sasso. In Italia, il M5S è al governo da giugno 2018 ed in base a ciò che il "vicepremier" afferma, sembra che il suo movimento sia all'opposizione!

"Fateci partecipare" sarebbe il "grido" proveniente dalle piazze francesi? Piuttosto il grido è dateci più soldi e via Macron perché, per chi protesta, il presidente francese non ha mantenuto le promesse fatte e non ha saputo dare risposta ai problemi prima delle proteste.

Per non dire poi delle violenze che hanno interessato soprattutto le vie del centro di Parigi. Se si supportano i gilet gialli si supportano anche quelle manifestazioni.

Ma Di Maio continua il suo appello cercando di rispondere anche ai dubbi sopra riportati.

Infatti, ad un certo punto si ricorda che adesso il suo Movimento è al governo, ma mette il carro davanti ai buoi dando come già in essere il reddito di cittadinanza e la revisione della Fornero, oltre a voler far credere che sia stato questo Governo a diminuire le tasse per le partite Iva e i piccoli imprenditori.

Per quanto riguarda le violenze, poi Di Maio dice che "come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico." Ma è sicuro, Di Maio, di poter parlare per delle persone che non conosce e che, c'è da sottolinearlo, ufficialmente non hanno neppure un coordinamento che possa interpretarne le varie richieste?

Tutti particolari di poco conto. L'importante per Di Maio è far credere a dei francesi che non conosce e che neppure si conoscono fra loro, in senso politico, che loro sono, in pratica, dei grillini d'oltralpe, tanto da offrirgli la possibilità di utilizzare alcune funzionalità di quello che lui definisce "sistema operativo per la democrazia diretta", ovvero il sito Rousseau, come la "call to action" per organizzare gli eventi sul territorio o il "sistema di voto per definire il programma elettorale e scegliere i candidati da presentare alle elezioni".

E tanto per togliere ogni dubbio sul fatto che stesse pensando alle prossime europee, così Di Maio conclude il suo appello: "Una nuova Europa sta nascendo. Quella dei gilet gialli, quella dei movimenti, quella della democrazia diretta. E’ una dura battaglia che possiamo combattere insieme. Ma voi, gilet gialli, non mollate!"

Un'ultima considerazione. Ma Di Maio è sicuro che supportare un movimento che il presidente della Repubblica Francese cataloga più o meno quasi come golpista sia una buona idea? Soprattutto in funzione degli incarchi istituzionali che Di Maio ricopre, mettendo così in imbarazzo l'intero Governo e il presidente del Consiglio che lo rappresenta. C'è da immaginare con quale stato d'animo Conte, al prossimo vertice europeo, stringerà la mano a Macron... ammesso che quest'ultimo possa stringergliela.

In conclusione, c'è anche un altro particolare non trascurabile. Di Maio pensa realmente di mettere il cappello su un movimento la cui anima, molto probabilmente, è rappresentata dalla destra lepenista, che guarda al sovranismo, se non addirittura al fascismo?

Che cosa Di Maio pensi di ottenere da questa iniziativa è spiegato sopra. Che cosa otterrà, in futuro, è difficile dirlo. Di sicuro, già adesso, ha portato a casa una brutta figura per sé - e ciò è poco male - ma anche per l'Italia, fatto sicuramente non giudicabile positivamente.

Categoria Politica
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