Il 25 aprile non è la Festa della Liberazione, ma il derby fascisti - comunisti

Il 25 aprile non è la Festa della Liberazione, ma il derby fascisti - comunisti

L'evento principale del 25 aprile 2019, anniversario festeggiato in tutta Italia con decine di manifestazioni, si celebra a Milano, con i partecipanti chiamati a radunarsi dalle ore 14 per il corteo che da corso Venezia, percorrendo le vie del centro città, raggiungerà piazza Duomo.

Sul palco allestito nella piazza, dalle ore 15:30, introdotti e coordinati dal presidente del Comitato Permanente Antifascista, Roberto Cenati, gli interventi di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Annamaria Furlan, segretaria generale CISL, Dario Venegoni, presidente nazionale ANED, e Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrerà il 74esimo Anniversario della Liberazione a Vittorio Veneto, rendendo omaggio al Monumento ai Caduti e, successivamente, interverrà alla cerimonia celebrativa al teatro Lorenzo Da Ponte.

Prima di partire per Vittorio Veneto, il Presidente Mattarella deporrà una corona d'alloro all'Altare della Patria.


A nessuna delle celebrazioni del 25 aprile, ha tenuto a precisarlo, parteciperà il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il motivo? Perché, come lui ci ha spiegato, la Festa della Liberazione sarebbe un "derby fascisti - comunisti" a cui lui non è interessato.

Una scelta curiosa per un ministro della Repubblica, scelta che dimostra una totale ignoranza oltre che una enorme confusione mentale. Infatti, come sia possibile definire comunisti i partigiani è già di per sé sorprendente, vista l'eterogeneità che caratterizzò l'esercito di coloro che non solo contribuirono a liberare l'Italia dal nazifascismo, sacrificando e mettendo a rischio la propria vita, ma che contribuirono anche a ridare dignità al nostro Paese.

Tra i partigiani vi furono popolari, comunisti, socialisti, liberali, repubblicani... che a loro volta erano industriali, operai, professionisti, borghesi, ricchi, poveri...

E sorprendente anche che il distratto e ignorante ministro non riesca neppure a comprendere che senza il 25 aprile ed il sacrificio dei partigiani non ci sarebbe neppure la Repubblica che lui rappresenta come ministro e neppure la Costituzione su cui lui ha giurato.

E allora dove andrà Salvini il 25 aprile? In Sicilia a fare propaganda elettorale, dopo però aver dato dimostrazione di sostenere le forze dell'ordine nella lotta contro la mafia, come se gli altri rappresentanti delle istituzioni fossero a favore della mafia o contro le forze dell'ordine o se tale solidarietà si potesse riconoscere solo in occasione della Festa della Liberazione.

Che qualche anima misericordiosa, che per sua disgrazia abbia la sfortuna di star vicino a Matteo Salvini, gli ricordi che il 25 aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo e che la lotta contro le mafie si può celebrare in tutti gli altri giorni dell'anno... anche facendo, da ministro e da politico, un lavoro migliore del disastro di quanto lui è riuscito a fare finora.

Infatti, l'ipocrita Salvini che a parole dice che a lui la mafia fa schifo, nei fatti fa di tutto per sostenerla. Come? Nel sud, dopo le ultime elezioni, ha accolto nella Lega tutti i collettori del voto clientelare che prima erano gli artefici dei successi di Silvio Berlusconi. Dopo, Salvini ha preteso che i Comuni possano assegnare appalti senza effettuare alcuna gara per importi fino a 150mila euro. Mettendo insieme le due cose, è facile capire quanto a Salvini e alla Lega la mafia faccia schifo.

Categoria Politica
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