Apple, Facebook e non solo non vogliono più sentir parlare di teorie negazioniste

Apple, Facebook e non solo non vogliono più sentir parlare di teorie negazioniste

Alex Jones, acceso sostenitore della candidatura di Donald Trump alle presidenziali del 2016, conduttore tv passato alla radio e successivamente al web - che si dichiara paleoconservatore e libertario - negli Stati Uniti è divenuto famoso per aver contribuito alla diffusione di teorie negazioniste su svariati temi: allunaggio, 11 settembre, vaccini...

Da tempo promuove le sue "notizie" tramite i siti web Infowars e Prison Planet.

Perché parlarne? Perché Apple ha eliminato dalle proprie piattaforme di download i contributi caricati da Alex Jones che, negli Usa e non solo, ha un buon numero di persone che lo seguono.

Secondo quanto dichiarato al sito web Buzzfeed, Apple avrebbe rimosso i contributi inviati da Jones in relazione alle serie "War Room" e "The Alex Jones Show".

La decisione di Apple fa seguito a quanto già messo in atto da Facebook, che a fine luglio aveva sospeso alcuni profili di Jones a causa dei contenuti che invitavano al bullismo e all'odio.

Anche il sito di streaming musicale e podcast Spotify ha rimosso alcune delle puntate dei programmi di Alex Jones la scorsa settimana.

Tanto per avere un'idea del tipo di contenuti promossi da Jones, da segnalare quello relativo al massacro della scuola Sandy Hook del 2012 - dove l'attentatore di 20 anni, prima di suicidarsi uccise 27 persone di cui 20 erano bambini di età tra i 6 e i 7 anni - che secondo lui sarebbe una bufala promossa da forze di sinistra per favorire una legge sul controllo delle armi.

Perché è interessante questa notizia? Perché, finalmente, si inizia a fare qualcosa di concreto contro la promozione di contenuti che - vedi un po' il caso - promuovono fatti non dimostrati che però hanno sempre come finalità quella di supportare personalità e forze politiche legate alla destra.

In Italia, ad esempio, si vuol far credere che i migranti cerchino di arrivare in Europa in base ad un progetto di Soros che finanzierebbe il tutto per una non ben precisata finalità che porterebbe alla schiavitù gli attuali abitanti del continente che, manco a dirlo, sarebbero poi sopraffatti dagli africani. Il Papa, inoltre, non sarebbe estraneo al disegno.

Le Ong descritte come scafisti che lucrano come cottimisti sui naufraghi salvati dall'annegare nel Mediterraneo sono da considerarsi come uno spin off del film descritto in precedenza.

Se negli Usa si inizia a sentire la necessità di fare piazza pulita di certe assurdità è assolutamente buon segno, perché è evidente che la misura è colma.

E dato che gli altri Paesi seguono sempre l'esempio dell'America, non resta che attendere nella speranza che anche qui in Italia si faccia altrettanto... con buona pace di molti dei politici del cambiamento.

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