Lo show di Salvini dopo la firma a metà di Mattarella sul decreto sicurezza

Lo show di Salvini dopo la firma a metà di Mattarella sul decreto sicurezza

Il ministro dell'Interno ha atteso la firma del presidente della Repubblica sul "decreto" Sicurezza per poi allestire uno show, in pieno stile avanspettacolo, direttamente da Palazzo Chigi per promuoversi come bastonatore dei migranti profittatori e uomo nuovo al Governo che sta iniziando a sistemare tutti i guai compiuti finora da chi lo aveva preceduto... sempre dimenticandosi che il suo partito ha contribuito a governare l'Italia fin dal 1994.

Quasi nullo, però, lo spazio dedicato da Salvini a commento della lettera, inviata al premier Conte, con cui Sergio Mattarella ha accompagnato la firma al cosiddetto decreto sicurezza.

Questo il testo:

«Signor Presidente, in data odierna ho emanato il decreto legge recante: "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata".Al riguardo avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano "fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato", pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall'art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall'Italia».

Per chi non avesse voglia di andarselo a cercare da solo, questo è ciò che recita l'articolo 10 della Costituzione:

"L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
NB: La Legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 ha disposto che l'ultimo comma del presente articolo non si applica ai delitti di genocidio."

Mattarella, ha firmato il decreto, ma ne ha sicuramente rilevato alcuni profili di incostituzionalità e con quella lettera ha detto a Conte di cambiarne alcune parti durante il passaggio in Aula... Solo così potrà ottenere il via libera definitivo come legge a tutti gli effetti.

Ma dallo show di Salvini, è chiaro che il personaggio, ormai prigioniero della maschera che ha venduto ai suoi sostenitori social, non ha alcuna intenzione di sottostare ai richiami del presidente della Repubblica e all'osservanza delle regole costituzionali.

Il pragmatismo leghista è sovrano, specie se ad essere lesi sono i diritti di chi non ha voce in capitolo e se questo si presta ad essere un mezzo per raccogliere ancora più voti, tra la gente che è stata convinta che il peggioramento della propria condizione sia dovuto al "perfido" immigrato.


Categoria Politica
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