La bestiale ironia di Salvini: «Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi»

La bestiale ironia di Salvini: «Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi»

Ma com'è umano lei, signor Salvini! Si commuove per l'anziano signore che porta al mare la foto della moglie, per gli animali - cani o gatti che siano - che ci capiscono meglio degli uomini, per i suoi bimbi e per la figlia... per i suoi cartoni animati e per i "pigiamini" indossati dai suoi super eroi preferiti.

Tutti italiani, italianissimi... gli anziani, i cani, i gatti, i bimbi... per questo degni di poter essere fatti oggetto di commozione. E se non fossero stati italiani? Beh, allora, in tal caso... sarebbero venuti dopo. Un'affermazione che va interpretata come un "e chi se ne frega". Parole sante per il popolo leghista che, ormai, si estende da nord fin quasi a sud.

Popolo leghista che applaude soddisfatto per le iniziative di quello che chiamano il loro "capitano" contro i migranti, contro le Ong che li salvano dall'annegare o li riportano a terra.

Popolo che, naturalmente, si sganascia dal ridere per frasi come questa, scritta da Matteo Salvini: «Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi...»

Ma com'è divertente lei, Signor Salvini!

A chi si riferiva l'ironia di Salvini? All'evento promosso da Libera sabato 7 luglio - titolato una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità, organizzato a Roma a San Lorenzo - per ricordare i migranti che muoiono nel Mediterraneo, in special modo i bambini, perché rosso è il colore "dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.

Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori."

Ma Salvini, per questi bimbi non si commuove, per lui non esistono, non sono degni neanche di una riflessione, ma solo di una battuta, per di più ironica. Un'ironia animalesca, bestiale, tanto è inopportuna... ma nessuno lo noterà, anzi se qualcuno la noterà, sarà solo per farci su una risatina, se non una risatona.

Tanto non sono mica italiani quelli che muoiono in mare... neppure i bimbi.

Come ha ricordato Don Ciotti in una recente intervista, «con gli slogan non si ragiona e nemmeno si può discutere. Sono semplificazioni che riducono o manipolano la realtà, facendone vedere solo un aspetto. Penso che chi ha responsabilità politiche dovrebbe ragionare e aiutare a ragionare, soprattutto quando si parla di problemi che toccano la vita di milioni di persone.»

Ma gente come Salvini e quelli che lo votano o lo applaudono non sembrano capirlo.

Categoria Politica
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