L'ira biblica dell'epico Salvini contro il sequestro dei soldi della Lega

L'ira biblica dell'epico Salvini contro il sequestro dei soldi della Lega

L'indifferente Matteo Salvini, che diceva di non interessarsi a ciò che i giudici dicono o fanno, grazie agli amici che lo sostengono, ha poi "sbottato" con le seguenti dichiarazioni il cui senso è riassumibile nell'arcinota deriva giudiziaria di cui si straparla soprattutto da quando Berlusconi è entrato in politica: "Qualcuno non si rassegna al fatto che Salvini sia al governo!"

E per Salvini "quello che sta subendo la Lega è un processo politico senza precedenti. Anzi, sì, uno c'è: è successo qualcosa del genere in Turchia".

E oltre ai giudici, Salvini tira in ballo anche il capo dello Stato, in questi termini: "Ricordo che c’è un garante della Costituzione che deve far rispettare i diritti politici di 20 milioni di italiani.
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Io non chiedo nulla. Se sembra normale che quello che viene dato come il primo partito italiano sia messo fuori legge, per me sta bene. Certo, un sequestro preventivo del genere su una sentenza non definitiva, un filo stupisce.
Dico solo agli amici della Procura di Genova che è perfettamente inutile andare in giro per l’Europa a cercare soldi che non ci sono."

Come è chiaro, l'ira non ancor funesta del non pelide Matteo si riferisce alla vicenda del sequestro dei fondi della Lega, anche di quella attuale, decisa dai magistrati di Genova per recuperare la somma di circa 49 milioni di euro di cui si è appropriata indebitamente la Lega Nord di Bossi.

Una vicenda che aveva fatto ipotizzare a qualcuno anche la possibilità che la Lega avrebbe potuto cambiar nome. Salvini ha smentito tale ipotesi, per poi ripensarci: "Se lo faremo, lo faremo per una scelta politica e sicuramente non sulla base di una sentenza. E in ogni caso, se decideremo di cambiare nome lo faremo nei prossimi mesi, non domattina.
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Che la Lega sia ormai un partito nazionale è evidente a tutti. Il nome Lega c’era, c’è e ci sarà, nessuno può portarci via la nostra storia. Poi il mio cognome è Salvini, e non mi risulta che abbiano sequestrato pure questo."

Si potrebbe anche supporre che per i magistrati genovesi anche il cambio del nome potrebbe non essere sufficiente per dimostrare la discontinuità tra la futura Lega e quella di Bossi... ma al momento è un argomento di cui è presto per discutere.

Da non dimenticare infine la maledizione biblica di Salvini che, su Facebook, ha scritto:

"Temete l’ira dei giusti.
Lavoro per la sicurezza degli Italiani e mi indagano per SEQUESTRO DI PERSONA (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l’Italia e l’Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa.
Se qualcuno pensa di fermarmi o spaventarmi ha capito male, io non mollo e lavoro ancora più duro.
Sorridente e incazzato."

Roba da far tremare i polsi, considerando che le parole sono attribuibili ad un politico che ricopre l'incarico di ministro dell'Interno e controlla le forze dell'ordine del Paese.

Però, a ben vedere, il temete l'ira dei giusti, esiste solo nella Bibbia di Salvini e non in quella vera. E allora si comincia a capire la "qualità" del personaggio e così si finisce per accorgersi che, invece dei polsi, a tremare è la pancia... dal gran ridere.

Categoria Politica
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