La nuova Costituzione Boschi. Come dovremmo votare, Sì o No?

La nuova Costituzione Boschi. Come dovremmo votare, Sì o No?

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?" 

Questo è il testo del quesito su cui gli italiani saranno chimati a votare il prossimo 4 dicembre, in merito al referendum confermativo relativo al nuovo testo della Costituzione licenziato dalla ministra Boschi.

È indubbio che, comunque la si pensi, il questito è un chiaro invito a votare Sì. E perché qualcuno, sano di mente, dovrebbe opporsi a qualcosa che potrebbe migliorare le condizioni dell'Italia e di chiunque vi abiti? Per esserne sicuri e per poter decidere senza poi dover rammaricarsi per aver commesso un errore di giudizio, proviamo a portare la questione in un contesto completamente diverso.

Ad esempio, immaginiamo di trovarci in un supermercato a fare la spesa. Spingendo il carrello, ci affanniamo tra gli scaffali per trovare, al miglior prezzo, i prodotti che abbiamo scritto nella lista. Ad un tratto, ecco che davanti a noi scopriamo il prodotto dei prodotti, la cosa più bella e buona al mondo... almeno così è descritta nella magnifica confezione in cui è venduta.

Già ci viene l'acquolina in bocca e pensiamo solo al piacere che proveremo quando la potremo assaggiare. È impossible resistere. Ma... un momento. Ma con quali prodotti è fatta? Andiamo a leggere gli ingredienti scritti sulla confezione e vediamo che sono tutti genuini, di prima qualità, nessun colorante, nessun conservante. Manca solo l'ultima cosa da verificare... il prezzo! Ma anche questo non è un ostacolo. Il prodotto dei prodotti è venduto a poco prezzo rispetto a quanto promette ed è pure in offerta! E allora compriamolo!

A casa, poi, dopo averlo accuratamente ed amorevolmente scartato, ci accorgiamo che il prodotto dei prodotti è praticamente una schifezza. Gli ingredienti sono buoni, ma è la ricetta ad essere sbagliata o mal realizzata. Il contenuto della confezione è quasi immangiabile ma, avendolo comprato, decidiamo di tenerlo e mangiarlo ugalmente.

La nuova costituzione è la stessa cosa? Pare proprio di sì, anche se dovremmo prima approvarla e farla funzionare per poterlo affermare con certezza. Ma forse, però, facendo qualche piccolo sforzo e prendendone in esame il testo solo in alcuni punti, forse possiamo renderci conto perché non vale la pena di votarla.

Partiamo dal Senato. Quali saranno i suoi compiti secondo la nuova Costituzione?

"Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica.

Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea.

Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea.

Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori.

Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato."

I compiti del Senato, come si legge nel testo, sono molteplici e dovranno essere svolti da un centinaio di senatori, di cui 95 saranno part time, essendo i loro ruoli ricoperti da sindaci e consiglieri regionali! Dovendo svolgere un incarico nei parlamenti regionali e nei consigli comunali in cui sono stati eletti, come potranno, materialmente, i nuovi senatori concordare dei tempi che a tutti siano comodi per riunirsi a Roma, mettendo d'accordo le necessità di decine di assemblee regionali e consigli comunali diversi?

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto che il nuovo Senato si riunirà una volta al mese! Ma come è materialmente possibile che il nuovo Senato, una volta al mese, possa dar seguito a tutti i compiti di cui è incaricato? Senza dimenticare poi che, dal punto di vista dei costi, se così fosse gli italiani verrebbero a spendere una fortuna per tenere in piedi una Camera che si riunisce 12 volte all'anno! Una vera e propria follia amministrativa!

E adesso prendiamo in esame la revisione del Titolo V

Nell'articolo 117, che regola i rapporti tra Stato e regioni, nel nuovo testo costituzionale è stato aggiunto il seguente paragrafo: "Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale."

In sostanza, dopo che nell'articolo 117 vengono elencati i compiti di cui Stato e regioni dovranno occuparsi - e con gli addendum e le precisazioni che sono stati aggiunti uno si dovrebbe chiedere quali compiti in futuro avranno le regioni - in più è stata inserita un'ulteriore precisazione che di fatto, per qualunque motivo ed in qualunque momento, assegna allo Stato la possibilità di fare ciò che vuole con la scusa dell'interesse nazionale!

E a questo punto viene da chiedersi quale sia la razionalità, la logica, di questo nuovo testo costituzionale. Infatti da una parte, viene detto agli italiani che il nuovo Senato esalta e tutela l'identità e la necessità delle amministrazioni locali, dall'altra il nuovo Senato viene minacciato di rimanere inascoltato nel caso in cui il Governo decida di etichettare una qualsiasi legge come di interesse nazionale.

Naturalmente, qualcuno dotato di un'immensa faccia tosta potrebbe replicare che comunque i cittadini potranno appellarsi al referendum per abrogare una legge. Ma se la nuova Costituzione dovesse passare, gli italiani potrebbero essere impegnati in una perenne raccolta di firme per decine di referendum, senza poi più essere in grado di comprendere e valutare i contenuti e i motivi della legge di cui gli viene chiesta l'abrogazione.

È utile continuare a rilevare gli altri numerosi problemi di questa nuova riforma costituzionale? Personalmente, già questi semplici ed evidenti aspetti sono sufficienti a capire quanto il nuovo testo sia incoerente, a voler pensar bene, o truffaldino, a voler pensar male.

Quindi, è pertanto dimostrata la necessità di votare No, al di là di qualsiasi conseguenza politica che tale voto possa avere sulle sorti di Matteo Renzi e del suo Governo.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Politica
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