È tempo di nocino, ecco qui 2 ricette tra le più tradizionali e buone

È tempo di nocino, ecco qui 2 ricette tra le più tradizionali e buone

È tempo di nocino! Ebbene si: se volete dilettarvi nella preparazione di uno dei più buoni e più tradizionali amari preparati nelle case italiane questo è il momento per darsi da fare. Le 2-3 settimane a cavallo del 24 giugno (San Giovanni, la notte delle streghe! 😱) sono le uniche buone per trovare e raccogliere le giovani noci necessarie al nocino.

Ovviamente ci sono posti dove i noci fruttificano prima e dove (soprattutto in montagna) lo fanno qualche tempo dopo. Tuttavia i 20 giorni a cavallo di San Giovanni sono quelli cruciali. Perché fare un ottimo nocino è davvero facile, ma solo a condizione di usare le noci giuste. Cioè noci giovani, con il mallo morbido al punto da poter essere (letteralmente) trapassato da parte a parte con un ago. E secondo la tradizione popolare le noci ideali sono quelle raccolte nella notte delle streghe, appunto.

Il nocino è liquore tradizionale in molti Paesi europei, dall'Inghilterra alla Russia. Se ne fanno infinite varianti: per esempio, in Italia, solo nella città di Modena (patria del nocino italiano e sede dell'antico Ordine del nocino modenese) se ne conoscono oltre una ventina.

Noi vi proponiamo due ricette. La PRIMA RICETTA è proprio quella più classica e tradizionale di Modena: vecchia di secoli, strasperimentata, in grado di garantire ottimi risultati.... sempre a condizione di utilizzare le giuste noci, chiaro 😜

Tra gli aromi la cannella e i chiodi di garofano sono un classico, usati praticamente da tutti, ma tollerati di malavoglia dai puristi dell'Ordine del nocino modenese. I quali pubblicano la ricetta con cannella e chiodi di garofano, ma poi consigliano di non mettere praticamente niente oltre ad alcool zucchero e noci. Nemmeno la buccia di limone, altro aroma di fatto tradizionale e che ci sta benissimo, se non si esagera.

La SECONDA RICETTA è altrettanto ottima, ma più originale. È una ricetta dei frati cucinieri: nata intorno all'anno 1000 nelle farmacie monacali e bevuta per secoli nei monasteri, dove viene tuttora preparata e in alcuni anche venduta.

In questo caso l’originalità è dovuta ai vaghi sentori di rosa, rilasciati dai petali di rose rosse aggiunti nell'infuso.
La dose è di 25 grammi di petali secchi per litro di alcool, che si possono acquistare in erboristeria oppure produrre in casa, facendo essiccare all'ombra petali di rose rosse che (per favore!) non abbiano conosciuto né insetticidi né anticrittogamici vari.

Infine, una volta aver tutto fatto, si aspetta! Il nocino, infatti, non si apre mai prima dei morti, a novembre. Ma meglio ancora per Natale o più in là. E si beve fresco, non freddo, ma sempre con moderazione!

Maggiori dettagli da un'altra fonte
Categoria Salute
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