Il Governo revoca la concessione ad Autostrade perché doveva prevenire il crollo del ponte Morandi

Il Governo revoca la concessione ad Autostrade perché doveva prevenire il crollo del ponte Morandi

"Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a “Autostrade per l’Italia” la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione.

Il Governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia."


Quanto sopra riportato è il comunicato che il premier Giuseppe Conte ha fatto diffondere nel tardo pomeriggio di venerdì, per confermare quanto aveva iniziato a ripetere fin dal mattino il suo sponsor, il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio - vicepremier e due volte ministro - che aveva detto che non vi era alcun arretramento riguardo alla revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia.

Perché si era pensato ad un passo indietro da parte del Governo? Perché il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli aveva diffuso il 16 agosto un comunicato in cui è scritto che una Commissione d'inchiesta valuterà quanto accaduto e che "le risultanze del lavoro svolto dalla Commissione entreranno nella valutazione per la procedura di un’eventuale revoca della concessione."

Quindi, in base a tale dichiarazione, era evidente che una procedura di revoca sarebbe stata "eventualmente" avviata solo dopo l'accertamento delle responsabilità.


Invece, adesso non è più così. Il Governo ha deciso che "il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia", per cui, motu proprio, ha già individuato, al di là di qualsiasi dubbio, il colpevole del crollo del viadotto sul Polcevera.

Infine, senza rendersi neppure conto dell'irrazionalità del suo comportamento, il ministro Danilo Toninelli ha poi pubblicato un post su Facebook in cui annuncia soddisfattissimo che il suo "ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione", contraddicendo completamente quello che aveva dichiarato poche ore prima.


 

Dopo i fatti, alcune valutazioni. Già prendere decisioni in base ad una Commissione d'inchiesta di parte, nominata dal Governo, sulle cui risultanze si deve decidere se revocare o meno una concessione affidata ad un'azienda sempre dal Governo, può far storcere il naso, sarebbe meglio che si aspettassero i risultati dell'inchiesta della magistratura. Nel caso sopra descritto, invece, il Governo agisce in base a ciò che lui crede, senza attendere di avere una conferma da un terzo che la sua ipotesi di colpevolezza sia corretta o meno.

È un precedente allarmante, perché sancisce la fine dello stato di diritto e il principio di fondo su cui si basa la democrazia. Una follia amministrativa, giuridica, costituzionale che lascia stupefatti.

Adesso, qualunque azienda avesse deciso di venire ad investire nel nostro Paese, avrà come riferimento quanto accaduto e lo metterà sulla bilancia dei pro e dei contro in merito alla convenienza di venire o meno a fare impresa in un Paese dove l'applicazione della legge è affidata alle convenienze di propaganda dell'una o dell'altra forza politica che supporta la maggioranza di Governo. Difficile dimostrare che quanto accaduto sia da considerare pubblicità favorevole.

Penultima considerazione. Mettendo in ordine la sequenza delle dichiarazioni, si rimane allibiti sia dal fatto che un Governo e dei ministri non siano in grado di comprendere le perplessità appena sopra elencate, sia l'approssimazione e la mancanza di coordinamento nel prendere una decisione.

Infine, una volta che la revoca "entrerà in vigore", come pensa il Governo di gestire la rete autostradale che era affidata ad Autostrade per l'Italia? E le persone impiegate nell'attuale società controllata da Atlantia che fine faranno? In fondo, non sono particolari di poca importanza di cui non tener conto. Qualcuno ne ha sentito parlare?

Categoria Politica
Attendere...