Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto al Quirinale, nel corso della tradizionale colazione di lavoro, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con il Vice Presidente e Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, il Vice Presidente e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, il Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti.

Il testo sopra riportato è la nota pubblicata dal "Colle" sul primo appuntamento che ha visto impegnato oggi il Governo all'ora di pranzo, con i ministri "economici" a rapporto da Mattarella.

In vista del prossimo Consiglio europeo, non è da escludere che Mattarella abbia anche raccomandato a Conte, e ai premier in pectore Salvini e Di Maio, maggiore attenzione alle dichiarazioni e ai contenuti della manovra... forse illustrando loro, de visu, le preoccupazioni che qualche giorno fa gli sono state espresse dal governatore della Bce, Mario Draghi.


I rappresentanti del cambiamento non hanno fatto sapere, via social, né dell'avvenuto vertice e tantomeno dei contenuti di cui si è discusso. Molto più ciarlieri, invece, sono stati sulla convocazione dell'ulteriore vertice pomeridiano, a Palazzo Chigi.

Dovendo capire cosa diavolo scrivere alla voce investimenti, probabilmente sconosciuta e non citata nei programmi elettorali di Lega e 5 Stelle, il Governo ha convocato nel pomeriggio gli amministratori delegati delle principali aziende pubbliche: l'ad di Terna, Luigi Ferraris; l'ad di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo; l'ad di Leonardo, Alessandro Profumo; l'ad di Snam, Marco Alverà; l'ad di Eni, Claudio Descalzi; l'ad di Saipem, Stefano Cao; l'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini; l'ad di Enel, Francesco Starace; l'ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante; l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono; l'ad di Italgas, Paolo Gallo; l'ad di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti; l'ad di Open Fiber, Elisabetta Ripa.

Il vertice è al momento ancora in corso e non è ancora stato reso noto di cosa si sia discusso in concreto. In ogni caso, quei manager saranno messi di fronte alla necessità di rivoltarsi le tasche e di mettere a disposizione del Governo idee e soprattutto risorse per "agevolare il cambiamento". Ma il Governo si dimentica che quelle aziende, oltre ad esser pubbliche, sono anche quotate in borsa, per cui spese e investimenti devono essere correlati a progetti necessari e credibili e non alle richieste elettoral propagandistiche di Lega e 5 Stelle.


E tra i siparietti a corredo della manovra, che ogni giorno che passa è sempre di più uno show che rimbalza dal genere avanspettacolo al genere thriller, come non citare l'ultimo post di Matteo Renzi che inizia a pubblicizzare la sua manifestazione, la Leopolda9, dove verrà annunciata, insieme "ad alcune sorprese scoppiettanti" ... "una contro legge di bilancio che avrebbe l'effetto di dimezzare subito lo spread e abbassare le tasse. Semplice e chiara, con uno schemino allegato così che lo può capire chiunque. [il congiuntivo mancato da Renzi è testuale, ndr.]"

Questo "perché chi sta all'opposizione - secondo Renzi - deve gridare con forza. Ma deve anche proporre idee concrete alternative."

Un'iniziativa interessante che illustra perfettamente lo stato di "salute" del Pd, dove chi ha portato il partito ai minimi storici continua a fare politica in modo autonomo, annunciando iniziative personali che non riguardano affatto il partito e ancor meno il suo attuale segretario, Maurizio Martina, anch'egli ridotto al ruolo di burattino o uomo immagine nelle situazioni in cui non è proprio possibile farne a mano.

Giuseppe Conte e Maurizio Martina, in fondo, sono uniti da un insolito destino nel tempestoso mare del cambiamento.