John Lennon e la "tristezza sassone" (The end)

John Lennon e la tristezza sassone (The end)

 

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Lennon passò per pacifista incallito,grazie ai “bed in” (*6), a canzoni come “Imagine”  e, di più, per la sua vicinanza ai "sette di Chicago", intellettuali e attivisti impegnati contro la guerra del Vietnam, come la famosa Angela Davis e il futuro parlamentare Tom Hayden, per un po' marito di Jane Fonda. Il gruppo era monitorato dall'FBI di Hoover e qualcuno afferma che si spendevano più dollari per controllare loro che per ricercare gli ex nazisti.


Lennon ebbe fama, contraddittoriamente, di gran taccagno e  di finanziatore dell’Ira *, per via delle proprie origini irlandesi. Canzoni come “Working class ero” (Eroe della classe operaia) o "Power to the people" (Potere al popolo) gli procurarono, per buona misura, un’accusa di filo comunismo, rafforzata da documenti FBI ( a opera di Hoover e resi pubblici nel 2000), che sostenevano finanziasse pure il partito trotzkista  di Vanessa Redgrave. Vuoi per tutto ciò, vuoi per il continuo uso di sostanze, c’erano sempre difficoltà con il visto per gli USA e non si parlò mai di ottenerne la cittadinanza; con Yoko si stabilirono comunque al residence di lusso “Dakota”, a Manhattan, tetro edificio, non amato dai superstiziosi. I Lennon dichiararono ( non a torto) che decine di popstar strafatte e dal comportamento riprovevole venivano osannate e non si capiva perché solo loro venissero perseguitati. In realtà la ragione era fin troppo chiara, ma è ipotizzabile che i federali avessero travisato le opinioni del cantante, più vicino a un libertario anarcoide che a un comunista dal cucchiaio d'oro - o forse proprio per questo più pericoloso.


Il 1980 si annunciava radioso. John, quarantenne, pronto a riemergere come artista con il suo nuovo disco, stava imparando a condurre le imbarcazioni, deciso a farne il suo prossimo hobby. In primavera andò incontro a un fortunale nell’oceano Atlantico e quasi ci rimise le penne: deve aver pensato di averla scampata bella.


Con Yoko girarono i video dell’album, che conteneva plateali dichiarazioni d’amore alla moglie (“Woman”) e promesse di impegno a ricostruire l’affiatamento (“Starting over”). Come era già accaduto, i due si mostrarono nudi.


Secondo alcuni critici, il disco, dopo una buona partenza, stava già precipitando in classifica a poche settimane dall’uscita. Le paranoie di Mark Chapman, che sparò a John  l’8 dicembre 1980, rimescolarono le carte e, da quel momento, i dischi di Lennon non hanno praticamente  mai smesso di vendere a ritmi elevati. 

John, solito ad andarsene in giro come un normale cittadino, poche ore prima aveva  firmato un autografo al suo assassino, appostato dalla mattina davanti al residence, insieme ad altri fans. Chapman, prima di compiere il gesto, dimenticò l'LP autografato in una fioriera; il disco fu poi prelevato per essere venduto all'asta.


Si trattava di un tipo grassoccio e inquietante, sposato, residente alle Hawaii, conosciuto per comportamenti devianti, dopo la solita infanzia difficile. Chapman, dopo l'evento, a propria giustificazione, additò l'incoerenza di John che predicava l’uguaglianza e l’amore vivendo da nababbo. Un’accusa quasi ingiusta per l’ex Beatle, che ostentava meno di altri la sua ricchezza, vivendo quasi al di sotto delle sue possibilità. 

Si è parlato di misteri, di servizi segreti, di ambienti che ce l’avrebbero avuta con John per questo o quel motivo. Tanto per cambiare, si puntò il dito sulla vedova, rea di non mostrarsi abbastanza addolorata. Anche in questo caso si pescava nel torbido inutilmente. Yoko non era tipo da manifestare platealmente i suoi sentimenti, per carattere ed educazione. Certo si preoccupava poco del parere della gente, visto che fece cremare il marito in tutta fretta e non si sa ufficialmente dove l’urna sia finita..
                                       

Robert Altman, nel film "Nashville" del 1975, aveva raccontato l'omicidio di una cantante da parte di un fan ma, fino all'assassinio di Lennon, le scorte erano riservate soprattutto ai politici e i divi erano circondati più che altro da assistenti e lacché.

Certo è che, da allora,le star vengono marcate a vista da "body guards" fino in bagno. Dopo la tragica fine di Gianni Versace, seguirono gli stilisti,  che talvolta si fanno proteggere anche in passerella. La figura professionale della guardia del corpo imperversa e, se gli va bene, riesce a sposarsi con qualche protetta/o di fama.


Chapman fu condannato al minimo di 20 anni, scontati i quali avrebbe potuto chiedere la libertà condizionata, con il consenso di Yoko. Lei lo ha sempre negato, “per salvaguardare l’incolumità dei  figli di John e mia”.  Non si fida dell’assassino, benché lui non abbia mai perso occasione, nelle interviste, per lodare la signorilità e la forza d’animo di lei.

Si tratta di qualità che Yoko aveva riacquistato, a detta di chi la conosceva bene, soprattutto da vedova. E' stato osservato che l'impegno di seguire la carriera del marito, esserne all'altezza, fronteggiare la stampa e fare anche la moglie l'aveva molto provata, fisicamente e psicologicamente.  A ridosso della disgrazia si diede al canto, stroncata dai critici, come al solito. Poi lasciò perdere e si ritirò a vita privata. Dicono che sia diventata un'altra persona, rilassata e affettuosa.


A Cuba è stata dedicata una statua a John. Lui ne avrebbe sorriso, divertito.

 

 

(*1) Albione è l'antichissimo nome dei territori britannici, di incerta origine, forse gaelica o celtica; denomina anche alcuni personaggi mitologici. "Figli d'Albione" sta per inglesi.
(*2) Twin set, completo di maglia e golf di lana, molto in uso in quegli anni
(*3) Fab Four, abbreviazione di "fabolous four", i favolosi quattro, con cui venivano denominati
(*4) "off", in inglese genericamente traducibile in "via da";  in questo caso "fuori dagli schemi": eventi artistici di natura eccentrica
(*5) Factory.Letteralmente "fabbrica", in questo caso "fabbrica" d'arte, di eventi
(*6) Bed-in: conferenze stampa tenute a letto

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