La procura di Catania: nessun rilievo penale nella condotta della nave Sea-Watch 3

La procura di Catania: nessun rilievo penale nella condotta della nave Sea-Watch 3

I ministri del cambiamento, nonostante l'impegno e le dichiarazioni propagandistiche, non sono riusciti a fermare SeaWatch e a promuovere nei confronti della Ong e dell'equipaggio di Sea-Watch 3 un'inchiesta penale che li potesse in qualche modo riguardare.

Lo ha comunicato la Procura di Catania che ha aperto sì un'indagine sullo sbarco dei 47 migranti della Sea-Watch 3, ma a carico di ignoti: non è emerso, infatti, alcun rilievo penale nella condotta dell'equipaggio della nave della Ong.

Il procuratore di Catania Zuccaro ha poi rilasciato una dichiarazione sulla nave affermando (fonte Ansa) che «dagli accertamenti della Guardia costiera sono emersi dati significativi sull'inidoneità tecnico strutturale della Sea Watch a effettuare un'attività sistematica di soccorso in mare dei migranti.

Nel registro nautico olandese la motonave è registrata come natante da diporto e di esso presenta tutte le caratteristiche, con tutto ciò che ne consegue in termini di inidoneità ad ospitare - per una traversata in alto mare che presenta innegabili profili di rischio per le condizioni meteo marine che possono frequentemente verificarsi - un numero di passeggeri ben più elevato di quello per il cui trasporto è stata concepita.»

Pertanto, la nave avrebbe agito illegalmente? No, ed il perché lo spiega lo stesso magistrato.

«Le autorità olandesi hanno acquisito consapevolezza in ordine alla necessità di introdurre nella loro legislazione dei requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti per le imbarcazioni da diporto nel caso di natanti che intendono svolgere in mare un'attività sistematica di soccorso dei migranti e hanno provveduto a modificare la loro normativa, che però non è ancora applicabile ai natanti già registrati.

Tale problematica presenta però dei profili generali di sicurezza per la navigazione che sembrano suscettibili di particolare attenzione da parte di tutti i Paesi che sono coinvolti a vario titolo nelle attività svolte in mare dalle Ong.»

Pertanto, in base a quanto sopra riportato, che conclusioni possiamo trarre? Nonostante l'insensata propaganda politica di questo Governo, fatta sulla pelle dei migranti, per l'ennesima volta la magistratura ha dimostrato che le Ong che operano nel Mediterraneo non hanno alcuna relazione con l'attività di trafficanti ed eventuali scafisti e che ciò che fanno è esclusivamente il salvataggio in mare di persone in difficoltà.

Per ospitare 50 naufraghi a bordo sarebbe opportuno utilizzare navi più grandi della Sea-Watch 3. Bene. Ma nel frattempo, visto che ci sono persone che rischiano di annegare e pochi che si interessano del problema, accontentiamoci che almeno la Sea-Watch 3 possa continuare a navigare.

Categoria Cronaca
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