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Gli episodi di razzismo si motiplicano, ma Salvini - e non solo lui - non li condanna

Anche a Grado, in Friuli, ci sono persone che pensano di doversi occupare dei migranti... facendoli fuori: "Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità. Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più". 

Frase scritta sul solito social, dal sig. Giuliano Felluga, responsabile della Protezione civile di Grado... adesso sospeso dall'incarico e, comunque, già ampiamente contrito per quanto detto: "Chiedo scusa per quello che ho scritto: chi mi conosce sa che non la penso così e che è stato uno sfogo".

Ma il Friuli non è la stessa regione in cui un consigliere leghista ai migranti voleva sparare? Sì, è la stessa, ma non l'unica in cui la questione razzismo è venuta a galla. 

Ad esempio, in Toscana, dalle parole si è passati ai fatti. Su una spiaggia del grossetano, un ragazzo senegalese di 25 anni è stato prima investito da insulti razzisti, minacce e poi picchiato... il tutto per un po' d'ombra.

Questi episodi, però, non vengono citati e, pertanto, neppure condannati sul sito di uno dei politici più in vista di questo Paese, Matteo Salvini. Del resto è più che legittimo pensare che alla radice di queste manifestazione d'odio razziale ci sia la propaganda ininterrotta e ossessiva di Matteo Salvini contro i migranti.

Magari, però, sarebbe ingeneroso attribuire solo a lui questo "merito", visto che la sua alleata Meloni non gli è da meno in questa sorta di gara al peggio.

Autore Egidio Marinozzi
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