Ecco che cosa ha detto mons. Viganò dopo la pubblicazione del suo dossier contro Papa Francesco

Ecco che cosa ha detto mons. Viganò dopo la pubblicazione del suo dossier contro Papa Francesco

Chi c'è dietro la pubblicazione del dossier con cui l'arcivescovo Carlo Maria Viganò ha accusato Papa Francesco di aver coperto gli abusi sessuali del cardinale McCarrick fin da marzo 2013?

Il vaticanista del TG1 Aldo Maria Valli. È lui a cui monsignor Viganò ha dato il suo memoriale, ed è lui che ha deciso di pubblicarlo.


E lo stesso Viganò parla del suo stato d'animo dopo la pubblicazione del suo memoriale sempre dalla pagine del blog di Aldo Maria Valli, dichiarando di sentirsi sereno.

«Grazie a Dio molto bene, con grande serenità e pace di coscienza: è il premio della verità. La luce vince sempre sulle tenebre, non può essere soppressa, specialmente per chi ha fede. Perciò ho molta fiducia e speranza per la Chiesa.»


Molti hanno avanzato l'ipotesi, se non la certezza, che quanto pubblicato da Viganò fosse dovuto al fatto che, a causa dell'attuale papa, la sua "carriera" nella gerarchia della Chiesa avesse subito uno stop.

«Posso affermare con tutta sincerità davanti a Dio di aver di fatto rinunciato ad essere cardinale. Dopo la mia prima lettera al cardinale Bertone, che inviai al papa perché ne facesse quello che credeva più opportuno, papa Benedetto mi chiamò e mi ricevette in udienza il 4 aprile 2011 e mi disse immediatamente queste parole: Io credo che l’incarico in cui lei potrebbe meglio servire la Santa Sede è come presidente della Prefettura per gli affari economici al posto del cardinale Velasio De Paolis. Io ringraziai il papa per la fiducia che mi mostrava ed aggiunsi: Santo Padre, perché non aspetta sei mesi o un anno? Perché, se lei mi promuove adesso, la squadra che ha avuto fiducia in me per sanare la situazione al Governatorato sarà immediatamente dispersa e perseguitata (come di fatto è avvenuto). Aggiunsi anche un altro argomento. Dato che il cardinale De Paolis era stato da poco incaricato di sanare la delicata situazione dei Legionari di Cristo (il cardinale De Paolis mi aveva consultato prima di accettare questo incarico), dissi al papa che era meglio che continuasse ad avere un incarico istituzionale che dava maggior autorevolezza alla sua persona e alla sua azione con i Legionari.Al termine dell’udienza il papa mi disse di nuovo: "Io comunque resto del parere che il posto in cui lei può servire meglio la Santa Sede è come presidente della Prefettura per gli affari economici". Il cardinale Re può confermare questa notizia. Quindi io allora ho rinunciato al cardinalato per il bene della Chiesa.»


E quale sarebbe stato, quindi, il motivo per cui Viganò avrebbe pubblicato la sua testimonianza?

«Ho parlato perché oramai la corruzione è arrivata ai vertici della gerarchia della Chiesa. Mi rivolgo ai giornalisti: perché non chiedono che fine ha fatto la cassa di documenti che, l’abbiamo visto tutti, fu consegnata a Castelgandolfo da papa Benedetto a papa Francesco? Tutto è stato inutile? Sarebbe stato sufficiente seguire il mio rapporto ed il verbale che fu fatto alla mia deposizione davanti ai tre cardinali incaricati delle indagini sul caso Vatileaks (Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi) per iniziare a fare un po’ di pulizia in Curia. Ma sapete che cosa mi rispose il cardinale Herranz quando lo chiamai da Washington, dato che era passato molto tempo da quando era stata nominata questa Commissione da papa Benedetto senza che mai fossi stato contattato? Allora ci davamo del tu e gli dissi: “Non credi che abbia anch’io qualche cosa da dire sulla questione delle mie lettere, pubblicate a mia insaputa?”. Mi rispose: “Ah, se proprio vuoi”.»


Allora, forse, è stato un sentimento che potremmo descrivere come di rancore e vendetta per essere stato allontanato dal Governatorato.

«Come già ho detto, rancore e vendetta sono sentimenti che non mi appartengono. La mia resistenza a lasciare il mio compito al Governatorato era motivata da un profondo senso di ingiustizia per una decisione che sapevo non corrispondeva alla volontà che papa Benedetto stesso mi aveva manifestato.Il cardinale Bertone pur di allontanarmi aveva commesso una serie di gravi abusi di autorità: aveva sciolto una prima commissione di tre cardinali che papa Benedetto aveva nominato per indagare sulle gravi accuse mosse da me come segretario generale e dal vice-segretario generale monsignor Giorgio Corbellini sugli abusi commessi da monsignor Paolo Nicolini; al posto di detta commissione cardinalizia aveva creato una commissione disciplinare alterando nella sua composizione quella istituzionale del Governatorato; prima ancora di creare detta commissione mi aveva convocato per comunicarmi che il Santo Padre mi aveva nominato nunzio a Washington; visto che nonostante tutto detta Commissione disciplinare aveva deciso il 16 luglio 2011 il licenziamento di monsignor Paolo Nicolini aveva annullato abusivamente detta decisione impedendo che venisse pubblicata.Così facendo mi aveva impedito di continuare nell’opera di risanamento della corruzione nella gestione del Governatorato.»Quindi, in base a quanto ci fa sapere Aldo Maria Valli, il cardinale Viganò si sente sereno e a posto con la propria coscienza per aver cercato di destabilizzare, semmai ce ne fosse stato ulteriormente bisogno considerati gli ultimi scandali sugli abusi sessuali nel continente americano, la Chiesa cattolica a cui lui stesso appartiene.


Per la cronaca, va ricordato anche per chi non ne fosse a conoscenza, ma non è certo un segreto visto che è lo stesso diretto interessato che lo ha ripetuto più volte, Aldo Maria Valli è tra coloro che si sono apertamente espressi contro la linea di rinnovamento all'interno della Chiesa portata avanti dall'attuale Papa.

Categoria Esteri
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