Noi semo piccoli, ma cresceremo
e allora, virgola, ce 'a vedremo!
Chiusa parentesi, riporto sei,
noi semo piccoli, ma datece de' lei!
Aho. A Sangiulia'... a direttoo'... a MINISTROOO... ma'a sentito che me so' fatta pure 'a sigla? Che 'n te piace? E prova pure a di' de no!

Questa mattina "la" presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al ministro Gennarino Sangiuliano, ha preso parte al viaggio inaugurale del Frecciarossa Roma-Pompei, il nuovo collegamento ferroviario diretto, nato dalla collaborazione nientepopodimeno che tra il ministero della Cultura e Ferrovie dello Stato... naturalmente "italiane", come ha tenuto a precisare Palazzo Chigi, forse sorpreso da tale capacità e disponibilità di mezzi.

Al suo arrivo a Pompei e al termine della visita all'area archeologica, "la" Presidente ha tenuto ben due, dico due, "punti" stampa... ma non sono mancate le polemiche come fa notare il "comunistissimo" Nicola Fratoianni:

"I potenti fanno cosi quando hanno paura della realtà. Chiudere giornalisti e troupe in un vagone per evitare domande scomode è un oltraggio alla libertà di stampa e informazione. A loro tutta la nostra solidarietà per come sono stati trattati. Evidentemente non sono in linea con il nuovo italico Istituto Luce di Sangiuliano & Meloni.Per di più, va bene che questo è il governo della propaganda, ma scomodare "la" presidente del consiglio, il ministro della cultura e i vertici di Trenitalia per l'inagurazione di un Frecciarossa che farà Roma - Pompei una sola volta al mese non è un poco esagerato?Ormai non si rendono nemmeno conto delle loro azioni, hanno spostato la soglia del ridicolo.A Palazzo Chigi devono ricordare che non siamo nell'Ungheria del loro amico Orban e non possono limitare o cercare di impedire alla stampa di fare il proprio lavoro".

Il perché? Così lo spiega il Corriere della Sera... non certo il Fatto Quotidiano:

"A perdere la pazienza sono stati circa cinquanta fra giornalisti, operatori televisivi e fotografi, i quali hanno riscontrato disagi già alla partenza da Roma Termini. ... Ad accendere gli animi è stata l'impossibilità, per la stampa, di documentare l'arrivo della presidente del Consiglio alla stazione romana, dal momento che ai cronisti è stato dato l'ordine (per motivi di sicurezza) di salire sul treno (in largo anticipo) senza possibilità di porre domande e realizzare fotografie, rinviando il tutto a un momento con la stampa a Pompei.Ma non finisce qui, perché in Campania sono sorti nuovi problemi. La delegazione istituzionale è stata trasferita al Parco archeologico di Pompei per una visita agli scavi, mentre i giornalisti sono stati lasciati oltre trenta minuti sotto un sole cocente in attesa del ritorno della premier Giorgia Meloni. Un'attesa durata fino alle 13 circa, con la protesta dei rappresentanti della stampa che non hanno potuto seguire la visita trattenuti dal servizio di sicurezza dietro un cordone, armati del solo ventaglio messo a disposizione dalle Ferrovie, di alcuni ombrelli bianchi e di qualche genere di prima necessità".

Ma alla fine, la stampa qualche domanda è riuscita a farla e Meloni, oltre a bearsi di aver fatto pagare il biglietto per far entrare la gente al Pantheon per visitare tra le altre la tomba di uno che ha premiato un delinquente che ha sterminato persino donne e bambini, ha trovato pure il tempo di screditare il suo ministro della giustizia Nordio che voleva "rivedere" il concorso esterno in associazione mafiosa: "Sul tema del concorso esterno io comprendo benissimo sia le valutazioni che fa il ministro Nordio, sempre molto preciso, sia le critiche che possono arrivare, però mi concentrerei su altre priorità".

Il subordinato Nordio, incassata la sberla, è subito intervenuto con con una nota in cui ha sottolineato la "perfetta sintonia" con Meloni e che la modifica del concorso esterno "non fa parte del programma di governo".

Ma non bisogna neppure dimenticare che cosa ha detto a Pompei un altro subordinato, il ministro dell'anti-cultura, Gennarino Sangiuliano, che invece è stato sul tema:

"Ringrazio il presidente Meloni per l'attenzione che dà con la sua presenza a questa iniziativa. Siti come questo di Pompei, ma tante altre bellezze della nostra nazione, sono la geografia identitaria del nostro popolo e sono anche una grande opportunità di sviluppo socio-economico. Dobbiamo tutelare e preservare, ma anche sviluppare la cultura che deve diventare grande occasione per farci conoscere nel mondo. Stiamo lavorando alla costruzione di un nuovo immaginario italiano che sia positivo in tutto il mondo".

Una dichiarazione da ventennio, che ha contribuito a rendere ancor più ridicola la giornata.

L'iniziativa "culturale" pro Pompei di un treno che ogni 30 giorni, bisogna ripetere per farlo capire bene... una volta al mese, collega direttamente Roma con Pompei con un viaggio di 110 minuti, più che uno spot, è una str....ta. Difficile usare un termine diverso. 

Con un treno ad alta velocità da Roma a Napoli si va in 73 minuti. E da Napoli a Pompei? Si va sempre in treno. Per percorrere la distanza di 22 Km che separa il capoluogo campano da Pompei ci sono normalmente 57 treni al giorno e il treno più veloce impiega 27 minuti!

Come commentare la giornata particolare di Meloni e Sangiuliano? Con quanto detto da Riccardo Magi di +Europa:

"Quando c'era Lei i treni arrivavano... una volta al mese! Sembra una barzelletta: la tratta Roma-Pompei che Meloni e Sangiuliano stanno inaugurando tra gaffes e disorganizzazione fantozziana, già domani non sarà più attiva. Partirà una volta al mese, ogni terza domenica. In pratica, visto che siamo a luglio, il prossimo viaggio del Meloni Express partirà a fine agosto… a stagione estiva conclusa. Che dire? Un altro grande primato del Made in Italy del nostro governo di Patrioti della domenica. Anzi, Patrioti di ogni terza domenica del mese!"