Esteri

È ripartita da Tulsa la campagna di Trump per le presidenziali del 2020 ma al BOK c'era poca gente


L'importante è stringere... nel senso dell'inquadratura. Infatti, dopo aver fatto ammassare i pochi spettatori presenti al Bank of Oklahoma Center (BOK) di Tulsa, la regia che ha ripreso il comizio di Trump - il primo dall'esplosione dell'emergenza Covid - ha cercato i più possibile di stringere le immagini sul presidente e sul numero degli spettatori presenti, piuttosto miseo rispetto al "pienone" annunciato da chi aveva organizzato l'evento.

Un numero di persone reso ancor più ridicolo dal fatto che Trump, all'inizio di questa settimana, si era vantato che quasi un milione di persone aveva richiesto i biglietti per partecipare, mentre al BOK, che può ospitare al massimo 19mila persone, ne erano presenti, ben che vada, circa 12mila.

Il motivo? Secondo il portavoce della campagna di Trump, Tim Murtaugh, è stata tutta colpa dei "radicali" che hanno minacciato manifestazioni di protesta e dei media che hanno spaventato i sostenitori con il contagio da Covid. Ma il problema è che di persone che protestavano se ne sono viste poche e nessuna che sia stata in grado di bloccare gli ingressi alla manifestazione.

Che cosa ha detto Trump a coloro che sono intervenuti? Parole prive di senso e scollegate dalla realtà... ma in fondo non è una novità.

Trump ha iniziato dicendo che là fuori ci sono "persone molto cattive, che stavano facendo cose cattive", senza dire chi fossero e che cosa stessero facendo, a meno che si riferisse agli attivisti del movimento Black Lives Matter che avevano organizzato una contro-manifestazione, ma senza che vi siano stati particolari problemi o tensioni.

Trump si è congratulato con se stesso per la risposta che ha dato all'emergenza Covid, aggiungendo però di aver invitato i responsabili a rallentare i test perché questo avrebbe portato alla scoperta di ulteriori nuovi casi di contagio, descrivendo i test come un'arma a doppio taglio... mentre le persone presenti applaudivano, entusiaste! 

Anche quando Trump ha definito il coronavirus, "Kung Flu", una definizione con più di una sfumatura xenofoba che è il risultato di unire i termini influenza e Kung Fu per indicare la provenienza cinese del virus.

I successi di Trump nel contrastare la pandemia hanno fatto sì che negli stati Uniti ci sia un quarto dei contagi e dei decessi registrati finora in tutto il mondo. E visto che per ridurre la diffusione del virus è indispensabile fare test e isolare le persone, le parole di Trump sono sembrate a dir poco sconvolgenti! Ed è per questo che successivamente è arrivata una precisazione dalla Casa Bianca in cui si dichiarava che il presidente in relazione ai test avesse voluto "scherzare"! 

Pertanto, Trump avrebbe scherzato mentre, ad oggi, negli Stati Uniti ci sono oltre 2,2 milioni di contagiati e 120mila morti, mentre il contagio ha ripreso a crescere con 32.500 nuovi casi al 20 giugno!
 
Trump, nel suo discorso, non si è dimenticato del rivale alla corsa alla Casa Bianca, Joe Biden, definito un burattino indifeso nelle mani della sinistra radicale, descritta come una folla di pazzi che sta cercando di vandalizzare la storia americana, e di profanarne i monumenti - "i nostri bellissimi monumenti" - demolire le statue e punire, cancellare e perseguitare chiunque non si pieghi al loro volere. 

“The unhinged left-wing mob is trying to vandalize our history, desecrate our monuments, our beautiful monuments, tear down our statues and punish, cancel and persecute anyone who does not conform to their demands for absolute and total control”. 

Insomma, il solito Trump, che per farsi rieleggere cerca di ripercorrere quanto detto nella propaganda del 2016, dimenticandosi però di una differenza che non è di poco conto. Infatti, mentre 4 anni fa poteva dire qualunque cosa, anche la più fantasiosa, senza paura di poter essere smentito, adesso non dovrebbe permettersi di farlo, perché è lui che ha governato per 4 anni. 

Non dovrebbe permettersi... ma lo sta facendo. Ed invece di affrontare i problemi - che sono molti - relativi alla situazione degli Stati Uniti, Trump insulta gli avversari. 

Una strategia, che però dovrebbe essere definita più correttamente follia, che convince sempre meno persone. Ed è per questo che a Tulsa, nonostante il battage pubblicitario, è intervenuta poca gente a festeggiare la ripresa dei suoi comizi. Ed è per questo che in tutti i sondaggi "veri", Trump è distaccato dal suo rivale alla corsa alla Casa Bianca di almeno 10 punti.

Autore Federico Mattei
Categoria Esteri
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