In Ungheria continuano le proteste contro Orban e la sua legge sul lavoro

In Ungheria continuano le proteste contro Orban e la sua legge sul lavoro

Continua - ed aumenta il numero di persone che hanno avuto il coraggio di scendere in piazza - la protesta degli ungheresi contro la legge in discussione nel Parlamento di Budapest con cui Orban vuole portare a 400 il numero di ore di straordinario che ogni anno le aziende potranno chiedere ai loro dipendenti, pagandoli addirittura dopo tre anni.

Così si è arrivati al quinto giorno di protesta contro quella che è stata definita legge sulla schiavitù.

Nel frattempo, i manifestanti, dopo il Parlamento, hanno preso di mira la sede dell'emittente pubblica MTVA dopo che due parlamentari indipendenti ne sono stati cacciati per aver tentato di leggere una dichiarazione contro le nuove misure del Governo sul lavoro.


Domenica, in piazza sono scesi 10mila ungheresi per una manifestazione che è stata chiamata "Buon Natale Signor Primo Ministro" e che ha visto le opposizioni riunite in blocco contro Orban per la prima volta dal 2010, quando è salito al potere.

E tra coloro che protestavano vi erano anche quelli contrari alla legge approvata la scorsa settimana che crea i tribunali amministrativi (che in precedenza non esistevano in Ungheria), affidandoli per a giudici che risponderanno al governo, rendendo così inesistente la loro indipendenza e venendo meno ad uno dei principi basilari di ogni democrazia.

Per concludere, infine, una nota di comicità. Il Governo Orban ed il suo partito Fidesz hanno definito criminali i manifestanti la cui protesta, secondo loro, sarebbe stata organizzata dalla Open Society Foundations di George Soros che, comunque, si è pure presa la briga di smentire tale dichiarazione.

 

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