In un fuorionda Conte svela alla Merkel la politica dei 5 Stelle

In un fuorionda Conte svela alla Merkel la politica dei 5 Stelle

I diretti interessati, finora, non ne hanno fatto parola, evitando accuratamente di citare l'accaduto, anche solo per comunicare una smentita.
Evidentemente, lo scoop mandato in onda da Piazzapulita (La7) nella trasmissione di giovedì 24 gennaio è da ritenersi più che fondato. Le telecamere che il conduttore Corrado Formigli ha inviato al WEF di Davos per seguirne i lavori hanno ripreso una conversazione tra il premier Conte e la Cancelliera Merkel che stavano parlando "tête-à-tête".

Che cosa stava dicendo Conte alla Merkel? Leggendo il labiale, è stato facile scoprirlo.

«Il Movimento 5 Stelle è in sofferenza perché i sondaggi stanno calando... Sono molto preoccupati perché Salvini è al 35-36% e loro scendono al 27-26%. Quindi dicono: quali sono i temi che ci possono aiutare in campagna elettorale?»


La notizia è interessante, non tanto perché ci fa conoscere chi sa quale segreto, ma soprattutto perché conferma un paio di temi che ormai erano sempre più evidenti.

Il primo è che Di Maio continua ad inseguire Salvini sui temi di Salvini, addirittura imponendo ai suoi parlamentari persino le mascherate. Ecco i 5 Stelle diventare anti migranti convinti, ecco il ministro della Giustizia Bonafede diventare ministro secondino con tanto di giaccone d'ordinanza.

Il secondo è che i non ideologici 5 Stelle, né di destra né di sinistra, da una parte finiscono per assumere l'ideologia del soggetto politico con cui adesso convivono (la Lega), dall'altra dimostrano di non avere una linea politica ed un'idea di Paese, promuovendo, come capita, l'argomento che, di volta in volta, può essere più accattivante per ottenere voti, finendo così per dimostrare che il loro unico scopo è solo quello di avere una poltrona...

Un problema non certo secondario. Infatti, è possibile andare nelle piazze dicendo che gli altri finora hanno fatto disastri mentre noi saremo bravi, buoni e onesti... forse persino facile, promettendo tutto a tutti. Ma alla fine, se non si ha un'idea di Paese, si finisce per realizzare alcune promesse solo di facciata, si finisce per mancarne altre, ma soprattutto si finisce per inventarsi ogni volta un caso su cui costruire la propaganda del noi buoni contro gli altri cattivi finalizzata solo per raccattar voti, come dimostra l'assurda campagna anti Francia iniziata con il supporto ai gilet gialli e continuata con il franco coloniale.

Non è così che si governa un Paese.

 

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