"Segnala on line Fake news", il nuovo servizio antibufale inventato da Minniti

Segnala on line Fake news, il nuovo servizio antibufale inventato da Minniti

Red passion? Macché... adesso va di moda il "Red Button". Cos'è? "È il nuovo servizio on line offerto dalla Polizia postale su commissariatodips.it attraverso il quale è possibile segnalare contenuti che sembrano fake news, o notizie false."

Il nuovo servizio offerto dal Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, è stato presentato giovedì a Roma, al Polo tuscolano della Polizia di Stato, dal ministro dell'Interno Marco Minniti, dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dal direttore delle specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla.

Cos'è il Red Button nella sostanza? Un pulsante indicato con "Segnala on line Fake news" che, una volta premuto rimanda ad una maschera dove è possibile compilare i campi dove inserire le informazioni relative alla falsa notizia.

Che cosa accade dopo? "A seconda dell'esito delle verifiche sulla segnalazione, la Polizia contatterà il gestore della piattaforma on line per l'eventuale oscuramento del contenuto, smentendo ufficialmente la notizia o il contenuto verificati come "fake" tramite il sito web e i canali social istituzionali, e inviando gli atti all'autorità giudiziaria nel caso emergano aspetti di rilevanza penale."

 

Perché nasce questo nuovo servizio? Perché, nel periodo pre-elettorale, le fake news rischiano di condizionare il "dibattito democratico".

Lo ha affermato anche il ministro dell'Interno Minniti: «Il red button è particolarmente importante perché ha a che fare con una istituzione, la Polizia Postale, che ha una credibilità, una capacità di intervento operativo e una forza di terzietà che mette al riparo da qualunque elemento di parzialità, e contribuisce a un uso più consapevole del web da parte dei cittadini, anche a tutela di coloro che chiedono di essere aiutati».

Quindi, sarà la Polizia a stabilire se una notizia è vera o falsa e, nel caso, a comunicarlo. Una notizia, però, solo pubblicata su web, come ha detto Minniti e come conferma il modulo da compilare, dove si richiede l'indirizzo web della fonte. Mentre non è ben chiaro quale sia il trattamento per la fake news pubblicate su tv, radio e stampa. Probabilmente, in quel caso, sono ammesse!



Che cos'è da considerare fake news? Questo è un punto interessante. Probabilmente una notizia che non piace. Infatti, se una persona non conosce un fatto, è impossibile - apprendendolo per la prima volta come notizia - che possa ritenerlo vero o falso, purché sia ovviamente verosimile.

Pertanto, è da ipotizzare che la Polizia sia invasa da segnalazioni di simpatizzanti o attivisti o iscritti di singoli partiti o movimenti che denunceranno come falso ciò che hanno detto i loro avversari politici... solo perché li danneggerebbe. Se così sarà, all'orizzonte si profila un bel guazzabuglio.

Ci sarebbe poi da dire quale competenza o meno possa avere la Polizia per decidere se una notizia sia falsa oppure no. È evidente che se un ponte che si dice crollato è in piedi, la notizia non può che essere falsa. Ma nel caso di una bufala "economica" relativa, ad esempio, al Pil e alla sua "reale" crescita dal '94 al 2017, la Polizia sarà in grado di distinguere se una notizia non sia vera? Non è del tutto immotivato chiederselo, perché se questa iniziativa è rivolta soprattutto a far sì che la campagna elettorale non sia inquinata dalle menzogne, questo tipo di notizie dovrà essere verificato ancora di più rispetto ad altre.

Per quanto mi riguarda, provvederò subito a segnalare due notizie false diffuse dal Partito Democratico. La prima riguarda i parlamentari Pd De Vincenti e Bonafè che, rispettivamente, su facebook e twitter hanno dichiarato che gli 80 euro di Renzi hanno ricevuto l'approvazione e il plauso della Bce. La Banca Europea non si è espressa in alcun senso in relazione a tale provvedimento, ammesso che lo abbia mai fatto per singole leggi licenziate dagli Stati dell'unione monetaria.

L'altra notizia riguarda i sacchetti di plastica ultraleggera di cui dobbiamo pagare l'uso, ad esempio, ogni volta che al supermercato acquistiamo frutta o verdura. Anche in quel caso dal Pd ci è stato comunicato che è l'Europa che ce lo ha imposto. Falso. Nel provvedimento dell'Ue, i sacchetti di plastica ultraleggera sono chiaramente esclusi da qualsiasi tassa che uno Stato membro deve invece applicare obbligatoriamente sugli altri sacchetti "più spessi". Questa falsa notizia è stata ripetutamente riproposta da Matteo Renzi sui propri profili web.

In fondo... Red Button potrebbe rivelarsi un servizio utile e anche "divertente".

Gino Tarocci
Categoria Cronaca
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