L'Unhcr lancia l'allarme sul decreto Sicurezza per l’impatto negativo di alcuni provvedimenti sui rifugiati

L'Unhcr lancia l'allarme sul decreto Sicurezza per l’impatto negativo di alcuni provvedimenti sui rifugiati

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che tutela i diritti e il benessere dei rifugiati in tutto il mondo e dal gennaio 2016 è guidato da Filippo Grandi, questo lunedì ha pubblicato una nota per far presente tutta la propria preoccupazione in merito al disegno di legge n. 840, per la conversione del decreto-legge n. 113 in materia di protezione internazionale e immigrazione e sicurezza pubblica, oggi in discussione al Senato... il cosiddetto decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini.

Per l'UNHCR i nuovi provvedimenti potrebbero avere un impatto negativo sul sistema di accoglienza e asilo in Italia. Infatti, qualora fossero approvati nella loro forma attuale, questi potrebbero ostacolare la tutela dei diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Italia, in violazione della Convenzione di Ginevra, della normativa internazionale e degli standard europei esistenti.

"Come già esplicitato nelle osservazioni e raccomandazioni dettagliate inviate al Governo e al Parlamento nelle ultime settimane - è scritto nella nota -  l'UNHCR intravede un rischio in particolare rispetto alle nuove misure relative alla detenzione amministrativa in attesa dell'identificazione o dell'espulsione, le cosiddette procedure accelerate alla frontiera, e le domande d'asilo reiterate. Questi nuovi provvedimenti, nella formulazione attuale, non forniscono garanzie adeguate, soprattutto per le persone vulnerabili e quelle con esigenze particolari, come per esempio le persone che hanno subito abusi e torture.

Inoltre, gli standard ed i servizi offerti nei centri di prima accoglienza devono poi essere garantiti. Questo è particolarmente vero poiché ora tali centri ospiteranno tutti i richiedenti asilo (tranne i minori non accompagnati) per l'intera durata della procedura d'asilo.

Questi centri sono spesso sovradimensionati, sovraffollati e relegati in zone remote, lontane dai servizi di base. Sono spesso inadeguati per rispondere alle reali esigenze delle persone accolte, persone che hanno spesso subito indicibili sofferenze non solo nel loro Paese di origine, ma anche durante il lungo e pericoloso viaggio verso l'Italia.

È fondamentale aiutare i nuovi arrivati ad adattarsi, integrarsi e partecipare pienamente alla vita culturale, sociale e economica dell'Italia, anche attraverso l'accesso a diritti fondamentali quali l'istruzione, il lavoro, la salute, l'abitazione. Questo processo comincia al loro arrivo.

L'UNHCR raccomanda inoltre che gli standard nel sistema di seconda accoglienza per i beneficiari di protezione internazionale, casi speciali e minori non accompagnati siano conservati. L'ex SPRAR è un modello di buone pratiche di integrazione, ed è nell'interesse non solo dei rifugiati, ma anche delle comunità che li ospitano che questo sia mantenuto.

Infine, l'UNHCR prende atto dell'intenzione del Governo di regolamentare la protezione umanitaria, ma si aspetta un approccio aperto all'applicazione delle nuove norme per garantire un sostegno alle persone più vulnerabili."

Queste le principali osservazioni elencate dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ai parlamentari che da questo lunedì si troveranno a dover valutare il provvedimento e che vengono invitati a trattare la questione, non guardando tanto al suo aspetto politico, quanto invece a quello umanitario, per ricordar loro che stanno legiferando sulla vita di "persone, parte della comune famiglia umana", in modo che possano approvare "leggi che portino all'effettivo miglioramento della condizione di tutti".

Categoria Politica
Attendere...