La cronaca "nera" non riguarda solo gli "africani"

La cronaca nera non riguarda solo gli africani

Alessandro Garlaschi, 39 anni, tranviere di Milano, si trova in stato di fermo per essere sospettato di aver ucciso a coltellate una ragazza di 19 anni, Jessica Valentina Faoro, che ospitava presso la sua abitazione. L'uomo era sposato e, per il momento, non sono note le ragioni che stanno dietro all'omicidio e neppure il ruolo della moglie di Garlaschi.

In questi giorni, in seguito al ritrovamento del cadavere fatto a pezzi di una diciottenne, i politici del centrodestra hanno fatto da apripista alla voglia di xenofobia e razzismo - da loro stessi alimentata - che ha contagiato gran parte degli italiani e che ha portato un simpatizzante della Lega a mettere in atto, a Macerata, un raid in stile Ku Klux Klan.

Nelle indagini successive al ritrovamento del cadavere, è stato arrestato un nigeriano, responsabile dell'occultamento del cadavere della ragazza, ma non della sua morte, forse avvenuta per overdose, e delle orribili mutilazioni del suo corpo, probabilmente da imputare ad un altro nigeriano, anche lui in stato di fermo.

Questo fatto di cronaca è stato trasformato da Salvini, Meloni e Berlusconi in argomento di campagna politica sintetizzabile nello slogan "dagli al nero" che ci ha invaso e vive alle nostre spalle... il tutto condito dalla premessa che ci ricorda che tutto ciò "non è razzismo" e dalla conseguenza che tutto ciò è colpa della politica della sinistra.

Il fatto di cronaca sopra riportato, invece, non ha avuto alcun riscontro nella campagna politica della destra. Una giovane donna è stata uccisa, barbaramente, a coltellate. Era italiana. Ma tutto questo non è stato sufficiente a smuovere l'indignazione del centrodestra. Neppure per tirare in ballo l'argomento del femminicidio. Il motivo? Il presunto responsabile è italiano, bianco, residente a Milano.

La logica spiegazione di ciò sta nel fatto che un gesto da condannare lo è non in relazione a se stesso, ma in relazione a chi l'ha compiuto, come se un bianco "a casa propria" avesse diritto a compiere un crimine, mentre un africano no!

Per non ripercorrere la stessa strada della logica propagandistica di questo raffazzonatissimo centrodestra è da chiarire che quella sopra riportata è solo una interpretazione del "pensiero" di quella coalizione.

Ma volendo riflettere sull'argomento, è possibile trovarne un'altra? Non sembra. Ne è la riprova ciò che Salvini continua a postare sul suo profilo facebook, facendo credere che la cronaca nera in Italia diverrebbe subito bianca se noi rimandassimo a casa tutti gli africani presenti in Italia...



Naturalmente, considerato dove viviamo ed il tempo in cui viviamo, è opportuno anche aggiungere la precisazione di rito che in passato sarebbe stata scontata, mentre adesso, se non dichiarata, finirebbe per essere utilizzata dai soliti fanatici come il placet al migrante responsabile di un qualsiasi reato: chiunque commetta un crimine è un criminale, qualunque sia la sua nazionalità ed il colore della sua pelle.

Antonio Gui
Categoria Politica
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