Ha cercato di assassinare un ladro, ma per Salvini è un eroe

Ha cercato di assassinare un ladro, ma per Salvini è un eroe

"Nell'ottobre 2011 Angelo Peveri sparò a due ladri rumeni che gli stavano rubando del gasolio, ferendone gravemente uno. Per la sua azienda era il terzo furto nel giro di poco tempo. Così, questo imprenditore di Piacenza è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio.

I due stranieri hanno patteggiato 10 mesi e 20 giorni per tentato furto. Dopo quella sera maledetta, il signor Angelo ha subito altri tredici furti di gasolio. Tredici.

È un'altra vicenda che ci spinge ad approvare una legge seria sulla Legittima Difesa!"

Quello sopra riportato è il resoconto di una vicenda di cronaca che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha riassunto sui propri profili social, per darlo in pasto ai suoi sostenitori.

In seguito a quella vicenda il sig. Peveri è finito in carcere dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che lo ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

Nonostante la condanna, il ministro dell'Interno è andato in carcere - a Le Novate, Casa Circondariale di Piacenza - a portare a Peveri la sua solidarietà, dichiarando: «Se necessario sono disponibile ad andare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere la grazia.

Ho visto Peveri tranquillo e abbiamo parlato del suo lavoro. Ha molti cantieri in città e in Italia e sono i figli che portano avanti l'azienda.»

 

Ma Salvini, si è però dimenticato di riportare correttamente la vicenda per come è avvenuta.

Nella notte del 5 ottobre del 2011, tre ladri sono entrati nel cantiere di Peveri per rubare del gasolio da uno dei mezzi presenti. Avvertiti dall'allarme, sul posto accorrono Angelo Peveri, ed un suo dipendente George Botezatu, anche lui poi finito in carcere per concorso nello stesso reato.

Peveri spara alcuni colpi con il suo fucile, mettendo i ladri in fuga. Poco dopo, però, uno di loro ritorna nei pressi del cantiere per recuperare l'auto che aveva abbandonato. Botezatu lo riconosce e, con l'aiuto del suo datore di lavoro, riesce a fermarlo.

In base alla ricostruzione fatta dalla Procura di Piacenza di quanto accaduto in seguito - fatto che ha portato alla condanna di Peveri e del suo dipendente - i due, dopo aver immobilizzato il ladro, lo avrebbero costretto prima ad inginocchiarsi, per poi spingerlo a terra, in posizione supina, facendogli sbattere la testa sui sassi. A quel punto, Peveri con il suo fuicile gli avrebbe sparato al petto. In pratica, sarebbe stata una vera e propria esecuzione, a cui solo per puro caso il ladro, Dorel Juncan, è riuscito a sopravvivere.

Per questo, Angelo Peveri e il suo dipendente sono finiti in carcere. E nonostante una sentenza definitiva abbia stabilito questa ricostruzione dei fatti, un ministro dell'attuale Governo, per di più un ministro responsabile dell'ordine pubblico e del rispetto delle leggi, si mette a sobillare la pubblica opinione per far credere che quanto avvenuto quella notte in quel cantiere sia stato normale, un atto dovuto.

In sostanza, un ministro dell'Interno che dovrebbe avere come linea guida l'ordine pubblico, promuove invece il far west... oltretutto ignorando una sentenza, per di più definitiva, della magistratura.

Come è possibile che una persona simile possa ricoprire l'incarico che attualmente ricopre? E come è possibile continuare a tollerare un Governo che consenta tutto ciò, facendo finta di ignorare quanto da lui dichiarato?

Ogni limite è stato superato. E se gli sprovveduti 5 Stelle fanno finta di nulla, perché non interviene il presidente della Repubblica?

Categoria Politica
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