Alessandro Di Battista in piazza ad Arcore ricorda agli italiani (e al Partito di Renzi) i rapporti tra Berlusconi e la Mafia

Alessandro Di Battista in piazza ad Arcore ricorda agli italiani (e al Partito di Renzi) i rapporti tra Berlusconi e la Mafia

«Siamo a poche centinaia di metri dalla villa di Berlusconi per dirgli tutto quello che gli altri hanno paura di dire.» Questo è ciò che Di Battista ha annunciato sul proprio profilo facebook per richiamare in piazza, ad Arcore, i cittadini che avessero voluto ascoltarlo mentre faceva il comizio elettorale a favore del Movimento 5 Stelle.

Dei 5 Stelle si può dire tutto, ma non si può certo dire che non abbiano il coraggio di parlare alla gente direttamente e non solo tramite la "famigerata" rete. A dispetto di quel che affermano avversari e critici, i 5 Stelle rimangono forse gli unici ad avere il coraggio di andare ancora nelle piazze e sono sicuramente gli unici a riempirle, come dimostra la foto ad inizio articolo.

Di Battista, nel proprio comizio, ha ricordato ai presenti, tramite la lettura della sentenza della Corte Suprema di Cassazione - Prima Sezione Penale - del maggio 2014 con cui veniva scritta la parola fine sul processo a Marcello Dell'Utri, i rapporti tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra. Rapporti relativi a pagamenti regolari e ripetuti a famiglie mafiose in cambio di garanzie e favori, di cui anche Marcello Dell'Utri si è fatto garante.

Non è un'invenzione del Movimento 5 Stelle, non è un'invenzione di Alessandro Di Battista... è quanto scritto in una sentenza definitiva di un tribunale della Repubblica, già nel 2014.


E nel 2014, Berlusconi è stato scelto dal dottor Matteo Renzi per concordare un patto di governo, tramite un appoggio esterno, che prevedeva persino la modifica della Costituzione (patto del Nazareno).

Non solo. Dopo le elezioni del 4 marzo, il Partito Democratico di Matteo Renzi in base al risultato, al di là delle dichiarazioni in punta di penna che non smentiscono nulla e che tengono aperta qualsiasi opzione, ha già in mente un'alleanza con il partito di Berlusconi per formare il prossimo Governo.

Che Berlusconi non possa presentarsi alle politiche del 2018 e, addirittura non possa neppure votare, essendo anch'egli stato condannato come il suo amico Dell'Utri, non esclude che il partito da lui fondato sia ancora alle sue dipendenze dato che, nonostante tutto, continua ad esserne il presidente e a deciderne la linea politica. Quindi, qualsiasi patto di governo sottoscritto con Forza Italia sarà, nella logica delle cose, sottoscritto con il placet di Silvio Berlusconi, uno che, secondo una sentenza di un tribunale, ha pagato la Mafia per avere protezione e favori per sé e le sue aziende.

Di Battista, nel suo comizio ha dichiarato anche che «in un Paese normale, Berlusconi non starebbe in una villa lussuosa ma in carcere», suscitando la reazione del diretto interessato che in un una intervista tv su La7 ha annunciato querele. Ma, a parte questa "considerazione" vera o falsa che sia, il resto rimane ed è grave.


Come è grave che nella campagna del Pd ci si preoccupi del populismo e dell'incompetenza dei 5 Stelle, dell'estremismo di Lega e Fratelli d'Italia, del tradimento di Liberi e Uguali... ma non si ricordi neppure di sfuggita che Forza Italia è guidata da un pregiudicato che ha avuto (sperando che ancora non proseguano) rapporti con la Mafia, perché potrebbe essere il prossimo alleato con cui formare un governo. E secondo il Pd di Renzi ciò sarebbe eticamente e moralmente accettabile perché degli italiani lo hanno votato!

Vittorio Barnetti
Categoria Politica
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