Tra il no al Salva Roma e l'assunzione del figlio di un indagato il Governo del cambiamento è ormai al capolinea

Tra il no al Salva Roma e l'assunzione del figlio di un indagato il Governo del cambiamento è ormai al capolinea

L'orizzonte del Governo, che veniva dato in scadenza dopo il voto alle europee, si sta progressivamente accorciando, tanto che prevederne il suo scioglimento nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, non sarebbe azzardato, visto che ormai la solida alleanza che avrebbe dovuto stabilmente durare per l'intera legislatura si è trasformata in una lite tra comari con dichiarazioni e rivelazioni che non fanno altro che aumentare una situazione già al limite della rottura.

Il botta e risposta tra Di Maio e Salvini che ieri ha visto per protagonisti il sottosegretario leghista Siri, indagato in un'inchiesta che coinvolge anche la mafia, e la sindaca di Roma Virginia Raggi, alla ribalta della cronaca a causa di un esposto alla Procura relativo al bilancio dell'AMA presentato dal precedente amministratore da lei dimissionato, oggi ha avuto una nuova coda con ulteriori polemiche e ulteriori sviluppi.

Ieri, durante la sua partecipazione a Piazzapulita, Virginia Raggi aveva replicato in questi termini ad alcune dichiarazioni di Salvini nei suoi confronti: «La Lega deve ancora restituire 49 milioni. Batman! La desse a me una felpa e vado io a sgomberare l'immobile occupato da Casapound. L'insicurezza nelle città d'Italia, tema caro a tutti i sindaci.

Queste polemiche ogni volta che ci sono le elezioni con il capo della Lega (che chiede le mie dimissioni), che contestualmente è il Ministro dell’Interno con cui stiamo lavorando per migliorare la vita dei cittadini le eviterei volentieri.

Stesse meno in tv a metter bocca su tutto e pensasse a lavorare di più. Il Ministro dell’Interno dovrebbe stare vicino ai sindaci, dalla parte degli amministratori che sono ogni giorno in prima linea fra i cittadini».

Oggi, la Lega ha risposto così alla sindaca di Roma, con il tramite del suo capogruppo in Campidoglio, Maurizio Politi, in relazione al prestito chiesto allo Stato dalla Raggi per chiudere quelli con le banche, ritenuti da lei troppo cari: «Il Salva Roma non ci convince perché la sindaca non ha dato alcuna reale prospettiva di sviluppo della città. Il governo è disposto ad aiutare Roma, la Lega in primis, ma il problema vero è che in tre anni il M5S non ha offerto alcuna visione della città, è tutto peggiorato. La Raggi non è in grado di amministrare».

Il "Salva Roma" dovrebbe essere inserito nel decreto crescita nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo, ma Salvini ha detto che non vuole che venga approvato.


Neanche il tempo di mettere a fuoco l'ultima dichiarazione della Lega che i 5 Stelle ribattono sul tema legalità dopo quanto riportato dal Corriere, in base al quale il figlio di Paolo Arata, il faccendiere indagato nell'inchiesta che ha coinvolto il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, Federico Arata, questo il suo nome, sarebbe stato assunto a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, leghista e braccio destro di Salvini.

Secondo quanto scrive il Corriere.it, il contratto di Federico Arata sarebbe stato firmato con il Dipartimento programmazione economica e registrato dalla Corte dei Conti.

I 5 Stelle hanno pubblicato una nota chiedendo se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo: "Ci auguriamo e confidiamo che il leader della Lega sappia fornire quanto prima elementi utili a chiarire ogni aspetto, non solo al M5S con cui condivide un impegno attraverso il contratto di governo, ma anche ai cittadini".


Il "do ut des" di tale assunzione, se la notizia non sarà smentita, non solo dimostrerebbe l'ipocrisia di Salvini, ma metterebbe anche in imbarazzo i 5 Stelle nei confronti dei propri elettori, visto che il movimento anti casta e anti corruzione, a causa dell'alleanza con la Lega, avrebbe finito per avallare pratiche di un passato, che diceva di voler combattere e debellare.

Categoria Politica
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