Figli vittime della rete

Figli vittime della rete

Ciccione, cicciona,  su i glutei, zigomi perfetti, addominali scolpiti, selfie, palestra è questo il periodo storico che stanno vivendo i nostri ragazzi. L’ossessione dell’apparenza, non sentendosi mai adeguati e soddisfatti di sé, è estremamente dannoso, e può determinare vissuti di insicurezza e scarsa autostima.

Si cerca all’interno di blog, o in pagine specifiche nel web, anche suggerimenti e consigli per avere un corpo magro e perfetto.

Così nascono i casi di istigazione all'anoressia, di questo è stata accusata una blogger pochi giorni fa.

La denuncia è partita dalla madre di una 15enne che trascorreva gran parte del suo tempo su questo sito.

Questi siti sono pericolosissimi, soprattutto perché coinvolgono adolescenti facilmente manipolabili e perché si trovano dei veri e propri insegnamenti e indicazioni su come digiunare, perdere peso e raggiungere quella magrezza estrema tanto desiderata.

Questi blog “specializzati” costituiscono un punto di riferimento per tantissime adolescenti in cui possono esaltare ed esprimere le proprie problematiche, tanto da trovare quotidianamente ‘conforto’ nelle amiche nel mondo digitale.

Gli adolescenti non hanno ancora sviluppato una capacità critica e una autonomia di pensiero e possono non essere in grado di filtrare specifici contenuti,per questo sono a rischio perché non distinguono una sana alimentazione ma si soffermano alla voglia di perdere peso.

Quello che deve far riflettere è che cercano sostegno nel web e non dai genitori o dalla scuola o ancor meglio da veri professionisti.

I ragazzi vanno educati da piccoli ad avere una guida. Per molti genitori è difficile star dietro ai figli e all'uso che fanno dei loro smartphone. Ci si deve rivolgere a dei professionisti se si sospetta una loro aspetto della vita "oscuro".

Bisogna però star dietro ai loro cambiamenti di abitudini perché quando hanno un disagio il primo sintomo è la comunicazione non verbale.

Il ruolo di chi investiga è anche quello di riuscire a instaurare un dialogo, di ascoltare i ragazzi e anche se dicono delle banalità non trattarli con sufficienza perché si chiuderanno in se stessi e saranno facili vittime per la rete.

Dobbiamo insegnare ai ragazzi che le confezioni sono belle se sono piene, un corpo bello ma vuoto la società moderna lo usa e lo getta, mentre il rispetto per se stessi e per gli altri è una lunga storia di vita.

Categoria Cronaca
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