Problema migranti, si scrive Partito Democratico si legge Lega

Problema migranti, si scrive Partito Democratico si legge Lega

È un dato di fatto che il Partito Democratico, da tempo, abbia sposato le posizioni leghiste riguardo al problema migranti. Rispetto alla Lega, c'è però una coltre di ipocrisia e non detto con cui il Pd vuole negare ciò che, al contrario, la realtà dei fatti svela nella sua semplice evidenza.

In un articolo del giornale Democratica, foglio di propaganda Pd, viene sottolineata la diminuzione degli sbarchi grazie agli accordi con la Libia e alla lotta all'illegalità. Tutto questo a tutela e a protezione dei migranti ed in collaborazione con organizzazioni umanitarie, Nazioni Unite e persino la Conferenza episcopale italiana.

Al di là della propaganda, la realtà è però ben diversa. Come appariva evidente fin da subito, le decisioni del piano Minniti, mentre avrebbero potuto fermare l'arrivo dei migranti sulle coste italiane, di certo non tutelavano la loro vita o, perlomeno, lo avrebbero fatto solo in parte.

Certo... impedendo ai migranti di imbarcarsi per fare una traversata nel Mediterraneo, che è da considerare al pari di una roulette russa, si è diminuito il numero delle morti in mare, ma non certo quello della tutela delle loro vite.

Affidando ai libici il controllo delle coste ed il flusso di migranti che arrivano dal sud dell'Africa, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I migranti che la Guardia Costiera libica raccoglie in mare, se non vengono fatti annegare o travolti dalle stesse motovedette libiche, sono sistemati in coperta e vengono frustati con i canapi che si trovano a bordo delle imbarcazioni. Una volta riportati a terra, quei migranti vengono ammassati nei centri di detenzione, in condizioni di vita disumane, in attesa di essere sfruttati come schiavi.

Ma perché il tanto previdente ministro Minniti che è riuscito a stringere accordi con il governo libico che controlla Tripoli non ha previsto anche che i migranti in Libia venissero accolti in campi ad hoc allestiti e gestiti da paesi europei, insieme alle Nazioni Unite, e da lì rimpatriati oppure trasferiti come profughi - per chi ne avesse avuto diritto - in Europa?

In Libia sono presenti militari italiani con compiti di addestramento e supporto alle forze libiche di terra e di mare. Perché non utilizzare i nostri soldati, insieme a quelli altri paesi europei in base agli accordi di Malta con cui l'Ue ha approvato e "benedetto" il piano Minniti, anche per creare e gestire dei campi di accoglienza che sostituissero i centri di detenzione libici?

Questo il ministro Minniti non lo ha previsto e neppure ipotizzato. Ed il Partito Democratico che ha fin qui supportato il Governo e, di conseguenza, Minniti, non ha preso neppure in considerazione tale ipotesi. In compenso, si pubblicizza come un incredibile successo l'arrivo in Italia in aereo di 160 migranti dalla Libia come dimostrazione che questo, che è stato definito corridoio umanitari, abbia risolto il problema, quando in Libia sono decine di migliaia le persone ammassate nei centri di detenzione e di cui nessuno, ma proprio nessuno, conosce la sorte.

È finita qui? No. Perché il piano a "supporto" dei migranti prevede che l'Italia invii un contingente militare in Niger che, come spiegato dal capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano, avrà il «compito di addestrare le forze nigerine e renderle in grado di contrastare efficacemente il traffico di migranti e il terrorismo».

Quindi, l'Italia manderà in Niger dei soldati con lo scopo di interrompere il flusso dei migranti che arriva dal sud. Ma anche in questo caso, l'Italia non si domanda e, pertanto, non si preoccupa che fine faranno i migranti che verranno fermati prima di arrivare in Libia.

In compenso, Gentiloni, Renzi e il Pd si complimentano per quanto fatto finora dall'Italia sul problema migranti. Ma che cosa c'è di diverso da quanto fatto e votato in Parlamento dal gruppo del Partito Democratico rispetto a quello che avrebbe fatto e votato la Lega sullo stesso argomento?

Dei migranti in mare e in terra si occupano i libici, mentre, nel frattempo, gli italiani contribuiranno a diminuire il loro arrivo in Libia. E della sorte dei migranti nessuno ne parla.

Però ci viene detto che i migranti saranno aiutati a casa loro con i soldi in più che l'Italia ha destinato alla cooperazione. Poi, se una parte di quei soldi viene utilizzata per riparare le motovedette libiche, sono quisquilie di nessun conto. L'importante è poter dimostrare in campagna elettorale, grafici alla mano, che il Pd ha impedito ai migranti di sbarcare in Italia.

Categoria Politica
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