Nella serata di giovedì sono stati trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera i naufraghi più vulnerabili a bordo della Mare Jonio: donne incinte, mamme con bambini, i loro familiari, minori non accompagnati.

La Mare Jonio, nonostante i naufraghi a bordo fossero per la maggior parte donne e bambini è stata bloccata al largo di Lampedusa ed il trasbordo sull'unità della Guardia Costiera è avvenuto in mezzo al mare in condizioni avverse. Una bella soddisfazione ed un gran bel risultato per il ministro Matteo Salvini.

Sulla nave di Mediterranea Saving Humans rimangono adesso a bordo 34 migranti.


Questa mattina, in un comunicato, la Mare Jonio ha dichiarato che il personale sanitario di bordo della nave ha inviato alle autorità competenti una nuova richiesta urgente di entrata in porto a causa del rischio di emergenza igienico-sanitaria.

"In particolare, a destare allarme è la mancanza di acqua destinata a uso igienico e alle altre necessità di bordo, mancanza che si protrae da ormai 40 ore e di cui le autorità sono informate già dalle prime ore di ieri mattina.Sottolineiamo che questa emergenza non può evidentemente essere risolta con il semplice invio di bottiglie di acqua.Desta allarme inoltre la presenza a bordo di rifiuti derivanti dal salvataggio e dalla permanenza a bordo dei naufraghi (come i vestiti impregnati di benzina e di deiezioni): il rischio di malattie comunitarie è aggravato dalla mancanza d’acqua, con conseguenti possibili danni per la salute di naufraghi ed equipaggio".

 

Da ricordare anche che ieri è stato disposto il dissequestro della nave Open Arms, in relazione alla cui vicenda, l'inchiesta adesso dovrà stabilire chi siano i responsabili del mancato sbarco delle persone sequestrate a bordo per 19 giorni.

Dalla Open Arms, da cui si fa sapere l'intenzione di tornare in mare il prima possibile, hanno dichiarato che il provvedimento di dissequestro della nave è una conseguenza dei trattati alla base del diritto internazionale, alla cui osservanza sono richiamati gli Stati europei che hanno firmato Solas e Sar. Le convenzioni internazionali, ricordano dalla Open Arms, sono al di sopra di scelte politiche nazionali arbitrarie.