L'ex avvocato mette nei guai Trump che ora rischia l'impeachment

L'ex avvocato mette nei guai Trump che ora rischia l'impeachment

Martedì, l'ex avvocato di Donald Trump, Michael Cohen, è comparso in udienza davanti a una Corte federale a Manhattan.

Durante la sua testimonianza, Cohen ha dichiarato che Trump gli ha ordinato di violare la legge facendogli pagare, in vista delle elezioni presidenziali del 2016, due donne che affermavano di avere avuto rapporti con il tycoon, affinché non divulgassero tali informazioni.

Cohen si è dichiarato colpevole degli otto capi di accusa che gli venivano imputati, tra cui evasione fiscale, frode bancaria e violazioni delle regole di finanziamento in campagna elettorale. Reati per cui Cohen rischia fino a cinque anni di carcere.

Una svolta sicuramente importante nelle inchieste che sono seguite all'elezione di Donald Trump dopo le presidenziali del 2016, e fino a qualche tempo fa anche inaspettata. Infatti, Cohen era considerato il "riparatore", colui che aggiustava i problemi di Trump e che per lui, in base a quanto aveva dichiarato, era disposto anche a prendersi una pallottola.

Cohen ha confessato al giudice, William Pauley III, "in coordinamento con e su mandato di un candidato ad un incarico federale" di aver organizzato i pagamenti a due donne per il loro silenzio "con lo scopo principale di influenzare le elezioni".

Chi sono le due donne? La pornostar Stormy Daniels che ha ricevuto 130mila dollari e l'ex modella di Playboy Karen McDougal che ne ha ricevuti 150mila.

Cohen non ha fatto il nome di Trump, ma al suo posto ci ha pensato il suo avvocato Lanny Davis, che ha dichiarato che il suo cliente si riferiva al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.


Trump in passato ha sempre negato di avere avuto relazioni con le due donne. Il suo avvocato, l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, ha detto che i pagamenti sono stati fatti solo per evitare imbarazzo a Trump e alla sua famiglia e non hanno niente a che vedere con la campagna elettorale.

Una precisazione non certo secondaria. Infatti, secondo la legge elettorale americana, i contributi elettorali che possono avere rilievo per influenzare un'elezione, devono essere divulgati.


Quanto accaduto può essere un problema per Trump, e non solo dal punto di vista dell'immagine? Sicuramente sì, specialmente se dopo le elezioni di mezzo termine che si svolgeranno a novembre, i democratici dovessero ottenere la maggioranza al Congresso. In quel caso, la possibilità che Trump possa essere messo in stato di accusa (tramite il procedimento di impeachment) è molto elevata.


Ma per Trump, il martedì nero è stato contrassegnato anche da un altro guaio giudiziario che ha visto protagonista Paul Manafort, che è stato tra coloro che hanno diretto la sua campagna elettorale.

Ieri, un tribunale di Alexandria, in Virginia, lo ha ritenuto colpevole di otto reati sui diciotto che lo vedevano imputato. La condanna di Manafort è conseguenza di un'indagine avviata dal procuratore speciale Robert Mueller sull'ingerenza della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016 e sulla possibilità che lo staff di Trump e la Russia abbiano agito di comune accordo.

In relazione a quanto riportato, Donald Trump, che ieri era impegnato in una manifestazione organizzata dai repubblicani in West Virginia, non ha rilasciato alcuna dichiarazione... neppure via twitter.

Categoria Esteri
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