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Caso Gregoretti, se Salvini sperava in un altro salvacondotto del Senato, Di Maio lo gela...

Giovedì 19 dicembre, alle 13:30 la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato esaminerà la domanda di autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro dell'interno pro tempore (Doc. IV-bis, n. 2). Relatore per la Giunta sarà il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

La domanda è stata presentata dal Tribunale dei ministri di Catania in relazione a quanto accaduto a fine luglio ai migranti ospitati a bordo della nave Gregoretti, appartenente alla flotta della Guardia Costiera.

Quella della Gregorettgi è una vicenda simile a quella della Diciotti, per la quale lo stesso Tribunale chiese l'autorizzazione a procedere per Matteo Salvini, che però non andò a processo perché l'Aula del Senato, grazie ai 5 Stelle, votò contro la prosecuzione dell'iter giudiziario.

Ma a quel tempo, Lega e 5 Stelle erano alleati di governo ed un rinvio a giudizio dell'allora ministro dell'Interno avrebbe creato non poco imbarazzo. Oggi, però, le due forze politiche, come spesso accade alle coppie che si dividono, hanno trasformato la precedente infatuazione in vero e proprio odio.

Per questo Salvini, oltre a discolparsi con il fatto che della richiesta di rinvio a giudizio è da ritenere responsabile quella parte di magistratura politicizzata che butta via i soldi, si è anche detto "curioso di vedere che posizione terrà il M5S, che sulla vicenda analoga della nave Diciotti votò contro l'autorizzazione a procedere".

Per non tenerlo sulle spine, a stretto giro, gli ha risposto il capo politico del movimento grillino, Luigi Di Maio, che (come riportato dall'Ansa) ha detto: "Qui non si stratta di fare o no un favore a qualcuno. Noi a gennaio o febbraio saremo chiamati a riconoscere l'interesse pubblico prevalente a bloccare una nave, ma stiamo parlando di una nave bloccata a luglio quando gli altri paesi europei che venivano chiamati si offrivano per la redistribuzione dei migranti.

Il caso Diciotti, invece, fu un atto di governo, perché l'Ue non rispondeva e servì ad avere una reazione, che poi arrivò. Quello della Gregoretti, dopo un anno, fu invece un atto di propaganda, perché il meccanismo di redistribuzione era già rodato e i migranti venivano redistribuiti in altri Paesi Ue. È questa la differenza enorme tra i due casi, la differenza enorme tra la realtà e la bugia".

Pertanto, da queste parole, è evidente che l'orientamento che sarà dato al gruppo 5 Stelle al Senato è che Salvini venga rinviato a giudizio.

 

Autore Gino Tarocci
Categoria Politica
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