Per la propaganda 5 Stelle, con l'approvazione in legge del decreto dignità, "il lavoro precario non sarà più incentivato. Il lavoro stabile tornerà finalmente di moda!"

"Oggi - si afferma dal Movimento - è stato approvato il primo decreto dopo decine di anni, non scritto da potentati economici e lobby. E' il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori, mette al centro i giovani precari. Finalmente i cittadini segnano un punto: Cittadini 1 - Sistema 0!"


Ma è proprio così?

Già alcuni giorni or sono, il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, diceva di essere molto preoccupato della scelta di reintrodurre i voucher senza tenere in alcun conto le problematiche specifiche dei settori coinvolti:

«In agricoltura e nel turismo, infatti, l’esigenza diffusa, più che di lavoro occasionale, è di lavoro stagionale, ed esso è già ampiamente regolamentato con il massimo della flessibilità dalla legge e dal contratto collettivo. L’allargamento dell’utilizzo dei voucher è una scelta che non solo colpisce i lavoratori ma, innescando dumping contrattuale, colpisce anche le produzioni d’eccellenza.

Negli enti locali è già consentito, senza alcun vincolo dimensionale, l’utilizzo del lavoro occasionale per coprire tutte le principali esigenze, quindi la volontà di allargamento appare in totale controtendenza con gli sforzi recenti, legislativi e contrattuali, volti a ridurre la precarietà nei settori pubblici.

In generale il contrasto alla precarietà, che è l’obiettivo dichiarato del decreto, non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine, ma anche contrastando, cosa che il Decreto Dignità non fa’, forme di precarietà e sottotutela ben più gravi, quali le cooperative spurie, l’abuso dei tirocini, le false partite Iva; incentivando in maniera più sostanziosa il lavoro a tempo indeterminato; rafforzando le politiche attive e soprattutto, favorendo crescita e sviluppo.

E certamente il contrasto alla precarietà è difficile da conciliare con la reintroduzione dei voucher.»

Un concetto che Cgil, Cisl e Uil - unitariamente - avevano ribadito con presidi e flashmob a Roma che avevano accompagnato l'approvazione del decreto in Parlamento.

Sulla stessa "lunghezza d'onda" della Cisl, pertanto, la dichiarazione odierna di Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil, rilasciata dopo il voto definitivo del Senato.

[Decreto dignità], «un titolo impegnativo ma francamente inopportuno. Si era partiti con un obiettivo affatto scontato, mettere al centro dell’intervento la dignità del lavoro contrastando la precarietà, ma si è risolto in un intervento che contraddice nei fatti quel titolo ambizioso e importante, a partire dalla reintroduzione dei voucher.

Si continua a inseguire la logica del lavoro mordi e fuggi, poco retribuito e dequalificato, che svilisce competenze e professionalità.

Mentre i dati sul lavoro, sulla situazione economica delle famiglie e la cronaca ci ricordano ogni giorno che il nostro Paese ha bisogno di lavoro buono con diritti e tutele, oggi si vara un provvedimento che somma questioni molto differenti in modo disorganico, con interventi parziali che non porteranno benefici se non sostenuti da un intervento serio e generale di contrasto alla precarietà.

Un'occasione persa per dare risposte alla parte di Paese che aveva avuto fiducia nel cambiamento.»