Questa mattina si è riunito per la prima volta il nuovo Parlamento della Catalogna, dopo le elezioni del 21 dicembre.

Le questioni procedurali, come prevede la legislazione spagnola, sono state svolte dalla Mesa de Edad, l'organo che presiede le sessioni costitutive di una camera legislativa dopo un'elezione. La Mesa ha deciso di accettare il voto delegato dei deputati eletti, ma ancora in carcere a Madrid e impossibilitati a partecipare all'assemblea - Oriol Junqueras di ERC, Joaquim Forn e Jordi Sànchez di JxCat - accusati dei reati di sedizione e ribellione.

Carles Puigdemont, Clara Ponsatí e Lluís Puig (appartenenti a JxCat), Toni Comín e Meritxell Serret (appartenenti a ERC), attualmente a Bruxelels per evitare di sfuggire all'arresto in Spagna, hanno rinunciato a far rappresentare con una delega il loro voto.

In questa seduta, il parlamento catalano doveva votare il nuovo presidente. Dopo la rinuncia di Carme Forcadell a riprendersi la carica ricoperta nella precedente legislatura, gli indipendentisti hanno presentato come loro candidato il 38enne Roger Torrent, sindaco di Sarrià de Ter, a cui le opposizioni hanno contrapposto Espejo-Saavedra. La prima votazione si è conclusa con il risultato di 65 a 56 per Roger Torrent. Poiché il risultato non ha espresso la maggioranza più uno del numero degli eletti, si è ricorsi ad una seconda votazione, dove si richiedeva la maggioranza semplice.

Alla fine della seconda votazione, il risultato è stato identico. Pertanto, il rappresentante di ERC, Roger Torrent, sarà il nuovo presidente del parlamento della Catalogna. Vicepresidenti saranno Josep Costa di Junts per Catalunya e José María Espejo-Saavedra di Ciudadanos.

Secondo quanto comunicato da alcune fonti stampa, Mariano Rajoy non si appellerà al risultato odierno, contestando il voto per delega con cui è stata espressa la volontà dei tre deputati attualmente in carcere.

La soddisfazione di Puigdemont per questa prima piccola vittoria ottenuta dagli indipendentisti è stata espressa in un tweet da lui inviato subito dopo aver appreso la notizia.

Sebbene quella di oggi sia solo una piccola vittoria per gli indipendentisti, è evidente che le misure dell'articolo 155 imposte da Rajoy non hanno cambiato, come ha dimostrato il risultato delle ultime elezioni volute da Madrid, le intenzioni del popolo catalano. Gli indipendentisti, che a Rajoy piaccia oppure no, sono la maggioranza nella regione.

Entro gennaio, vi sarà il primo appuntamento per votare il nuovo presidente del Governo catalano che, se non verrà eletto con la maggioranza dei seggi, potrà comunque esserlo con una maggioranza semplice in base ai parlamentari presenti in aula.

E sulla battaglia dell'ammissibilità o meno relativa alla presenza in aula di Puigdemont, per essere rieletto per formare un nuovo Governo in Catalogna ed assumerne la carica, si accenderanno le polemiche e le ritorsioni di Madrid, con Rajoy che ha già annunciato che le misure dell'articolo 155 non verrebbero ritirate se il nuovo presidente non sarà presente in aula alla sua elezione.

E Puigdemont, che se tornasse in Spagna verrebbe subito arrestato, è indicato dagli indipendentisti come il candidato da loro designato per assumere la presidenza della Generalitat.