La legge elettorale non fa più tanto schifo

La legge elettorale non fa più tanto schifo

Ricordate le urla scandalizzate degli alfieri del cambiamento all'approvazione della legge elettorale con la quale si è votato alle politiche del 2018? Il cosiddetto Rosatellum?

Ebbene, alla chetichella e senza fanfare, la nuova maggioranza quella legge l'ha praticamente confermata, applicando solo alcuni "correttivi" per adattarla alla recente riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari.

Quindi, amici miei, continueremo ad avere le liste bloccate.

I vertici della politica, nuovi e vecchi, decideranno a tavolino chi dovrà sedere sui banchi del Parlamento e chi non potrà farlo.

La Lega, che è rivoluzionaria solo con le frescacce, può almeno dire di aver votato questo obbrobrio già nella precedente legislatura.

Ma il M5S? Quelli che il Parlamento dovevano rivoltarlo come un calzino? Allineati e coperti.

I nuovi parlamentari li deciderà il Consiglio di Amministrazione di un'azienda, quella di Casaleggio, e verranno votati con entusiasmo dagli attivisti su una piattaforma digitale gestita, indovinate un po'? Da Casaleggio.

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.  

 

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