Luigi Di Maio continua a perseverare, sbagliando, nella sua polemica contro le ONG

Luigi Di Maio continua a perseverare, sbagliando, nella sua polemica contro le ONG

In attesa delle ovvie, inevitabili e ulteriori polemiche che si scateneranno dopo l'intervento di Luigi Di Maio alla trasmissione di "intrattenimento giornalistico" L'Arena - condotta da Massimo Giletti - nella puntata del 30 aprile, questi sono gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda ONG.

Luigi Di Maio, che ormai non ha rinunciato ad affidarsi alla "diabolicità" nel perseverare nel suo errore, ieri ha scritto su facebook il seguente post:

"VI SIETE CHIESTI COME MAI SI ACCANISCONO COSÌ TANTO CONTRO ZUCCARO?
Il Governo ha iniziato una crociata contro il Procuratore di Catania Zuccaro e ha chiesto di farsi spalleggiare dai due Presidenti delle Camere - Boldrini e Grasso - che dovrebbero essere due cariche al di sopra delle parti e che invece hanno deciso di prendere parte alla fiera dell'ipocrisia sulle ONG.

Da queste persone non accetto lezioncine sulla responsabilità delle cariche istituzionali!
La ridicola indignazione di questi giorni la ricordo, è la stessa di due anni fa, quando attaccavamo le cooperative che facevano business sull'immigrazione.
Poi hanno dovuto chiederci scusa perché avevamo ragione. Faranno lo stesso sullo scandalo ONG. Vedrete.
Perché la politica sta attaccando Zuccaro? Forse perché sta indagando sul CARA di Mineo? Il serbatoio di voti dei partiti siciliani e non solo."

Alla nuova ipotesi di Di Maio segue un collegamento ad un articolo pubblicato sul blog di Grillo dove si parla di un sospetto che, anche in base ad alcune inchieste giornalistiche, è - e da molto tempo - ormai una chiara evidenza: il Cara di Mineo è un bacino di voti o il bacino di voti elettorali per l'NCD di Alfano. Ma che il Cara di Mineo possa essere collegato ad una possibile inchiesta su possibili collegamenti tra ONG che operano in mare e trafficanti di uomini, nell'articolo non è minimamente spiegato e tantomeno dimostrato.

Naturalmente, tirato in ballo da Di Maio, il presidente del Senato Piero Grasso non ha fatto finta di niente e, sempre tramite facebook, ha risposto a stretto giro di post:

"Nessuno - il Governo, un blog o una impresa privata - ha mai nemmeno provato a suggerirmi cosa pensare o dire. Anni di magistratura mi hanno insegnato abbastanza per avere una opinione fondata sui temi della giustizia, delle indagini, e di quando è opportuno che un procuratore parli delle sue informazioni, se suffragate da solidi elementi probatori.
Caro Luigi Di Maio, sei giovane, ma faresti bene a ricordarti che a tutte le età si può e deve imparare. Hai già dimostrato più volte di avere grosse lacune in storia, geografia e diritto: qualche lezione ti sarebbe utile."

Una "botta dritta" che è stata "parata" solo in parte dalla successiva risposta di Di Maio:

"CONTINUANO GLI ATTACCHI. Il Presidente del Senato Grasso dice che sul caso ONG ho qualche lacuna e ho bisogno di qualche lezione.
Caro Grasso, io non smetto mai di imparare nella vita, ma dal suo partito che prendeva soldi dal business degli immigrati non ho proprio nulla da apprendere.
Anni e anni di magistratura eppure le è sfuggito. #lacune"

A dire la verità, Grasso aveva parlato di lacune relative anche a storia, geografia e diritto. Ma su queste Di Maio ha preferito "furbescamente" sorvolare. La presidenta Laura Boldrini, anche lei tirata in ballo, nonostante la vicenda potesse essere ascrivibile all'argomento "bufale" di cui lei è una dei massimi eperti a livello planetario, non è entrata - per ora - nella diatriba.

Riguardo alla sostanza della vicenda in sé, nonostante il persistere becero e sconclusionato di Di Maio, le parole di Grasso sono di un'evidenza inoppugnabile: «È opportuno che un procuratore parli delle sue informazioni, se suffragate da solidi elementi probatori.»

Infatti, nessuno vuole negare ad una procura di indagare, anche sulle ONG che salvano vite umane, ma è sacrosanto che un Procuratore parli di una vicenda solo in presenza di prove certe, altrimenti rischia di abusare del potere di cui è stato investito. Eppure non è tanto difficile da comprendere.

Che cosa avrebbe detto Luigi Di Maio se il procuratore di Catania Zuccaro avesse tirato in ballo il Movimento 5 Stelle collegandolo a mafia e trafficanti sulla base di accuse generiche senza far riferimento ad atti ufficiali? Difficile che la reazione sarebbe stata identica a quella da lui avuta sulle ONG che salvano i migranti in mare.

Vittorio Barnetti
nella categoria Cronaca
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