Le sconfitte in Coppa Italia di Juventus, Napoli, Roma e Inter non sono state casuali

Le sconfitte in Coppa Italia di Juventus, Napoli, Roma e Inter non sono state casuali

L'ultimo turno di campionato è servito per verificare le condizioni delle squadre eliminate ai quarti di Coppa Italia. Eliminazioni eccellenti, quelle di Juventus, Napoli, Roma e Inter, visto che occupano le primissime posizioni della classifica di Serie A. Dopo l'ultimo turno di campionato, abbiamo avuto la riprova che quelle eliminazioni non sono state frutto del caso o di una serata storta.

Della Juventus si è sempre detto che alla base del suo strapotere vi sia la possibilità di far ruotare i giocatori in rosa senza indebolire la squadra il cui organico, a detta di molti, sarebbe costituito solo da giocatori da considerare tutti titolari. La sconfitta a Bergamo e il pareggio casalingo con il Parma nel proprio stadio, sembrano dimostrare che non sia così. La Juventus sta soffrendo l'assenza di Cuadrado e, soprattutto dietro, non sembra potersi permettere l'assenza contemporanea al centro della difesa di Bonucci e Chiellini. In due partite ha incassato 6 gol, mentre in 22 incontri di campionato le reti subite sono state 15, di cui 3 solo nell'ultimo turno.

Del Napoli, in fondo, si può dire quasi la stessa cosa, allargandola però a tutti i settori della rosa. Sarri è stato criticato per non aver valorizzato allo stesso modo tutti i giocatori del Napoli, preferendo far giocare in tutte le competizioni quasi sempre gli stessi, in modo che, a fine stagione, non avrebbero avuto più le energie sufficienti per affrontare le sfide decisive. Con il Milan, alcuni dei titolari del Napoli erano assenti e i rossoneri hanno vinto meritatamente senza particolari patemi. In campionato, i titolari sono rientrati e la squadra ha sbrigato la pratica Sampdoria per 3-0.

La Roma, nel pareggio contro il Milan, anche in questo caso ha confermato che i problemi della squadra dipendono da fattori esterni all'allenatore e all'organizzazione di gioco. Si dirà che il rientro di De Rossi abbia dato alla squadra gli equilibri necessari per disporsi in campo in maniera razionale, ma non è così. Se, ad esempio, a Firenze Dzeko vagava per il campo litigando con i compagni e Schick non sembrava neppure essere entrato in campo, è impossibile parlare di schemi e disposizione tattica. Infatti, domenica sera, Dzeko e Schick hanno mostrato rabbia, voglia, corsa, determinazione... e così gli altri giocatori, ed i risultati si sono visti. Il perché questo non accada sempre è materia da spogliatoio su cui è inutile avventurarsi senza avere informazioni precise.

Stessa cosa è quanto sta accadendo in casa Inter. Dopo essere stati eliminati dalla Lazio ai rigori in Coppa Italia, i nerazzurri hanno perso in casa anche contro il Bologna, terzultimo in classifica, reduci da un cambio di allenatore e da una sconfitta casalinga umiliante contro una concorrente per la salvezza. Invece di fare dei felsinei un boccone, l'Inter è finita per rincorrere un pareggio che non è arrivato. Dopo aver disputato una prima metà di stagione abbastanza buona, la squadra di Spalletti, come accaduto in passato anche con altri tecnici, si è volatilizzata con giocatori che sembrano essere diventati l'ombra di se stessi e che non riescono a mettere in campo neppure una briciola di determinazione. L'allenatore, anche in questo caso, non può essere l'unico colpevole.

Categoria Sport
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