Esteri

Sempre più pressanti gli appelli delle Nazioni Unite per fermare il genocidio in atto in "tutta" la Striscia di Gaza

Con più di 1,8 milioni di persone, ovvero l'80% della popolazione totale di Gaza, costrette ad abbandonare le proprie case e 1,2 milioni ospitate nei rifugi dell'UNRWA che al sud sono più che sovraffollati, tanto che non sono più in grado di ricevere sfollati, questo è quanto ha dichiarato oggi il commissario generale dell'Agenzia per le Nazioni Unite per il soccorso e il supporto ai rifugiati palestinesi nel vicino oriente, Philippe Lazzarini:

"La ripresa dell'operazione militare e la sua ulteriore espansione nel sud di Gaza sta ripetendo gli orrori delle ultime settimane.  Il numero dei civili uccisi è in rapido aumento. ... Il bombardamento delle forze israeliane è in corso a seguito di un altro ordine di evacuazione per spostare le persone da Khan Younis a Rafah. L'ordine ha creato panico, paura e ansia. Almeno altre 60.000 persone sono state costrette a trasferirsi nei rifugi dell'UNRWA già sovraffollati, e altre persone hanno chiesto di essere ospitate. Molti sono già stati sfollati più di una volta in fuga dalla guerra da altre parti di Gaza.  L'ordine di evacuazione spinge le persone a concentrarsi in quello che è meno di un terzo della Striscia di Gaza. Hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, riparo e soprattutto sicurezza. Le strade verso sud sono intasate.   L'accesso all'acqua è limitato, poiché l'operazione israeliana ha impedito l'accesso al più grande impianto di desalinizzazione di Gaza che in precedenza forniva acqua potabile a 350.000 persone. Il più grande ospedale nel sud di Gaza, con oltre 1.000 pazienti ricoverati e che ospita 17.000 sfollati, potrebbe cessare di funzionare a causa della mancanza di forniture e di personale insufficiente.  Le affermazioni secondo cui le Nazioni Unite hanno migliaia di tende e i piani per aprire nuovi campi profughi a Rafah sono false. Lo abbiamo detto più volte. Lo stiamo ripetendo. Nessun posto è sicuro a Gaza, né nel sud né nel sud-ovest, né a Rafah né in alcuna delle cosiddette, unilateralmente, “zone sicure.  Gli ultimi sviluppi stanno ulteriormente annullando l'operazione umanitaria, con forniture limitate in arrivo e complessi accordi logistici e di coordinamento che rallentano e talvolta ostacolano il flusso di aiuti. Le autorità israeliane continuano a limitare il flusso di aiuti umanitari, compreso il carburante, costringendo l'ONU a utilizzare solo il non attrezzato valico con l'Egitto.  Chiediamo allo Stato di Israele di riaprire Kerem Shalom e altri valichi e di facilitare la fornitura incondizionata, ininterrotta e significativa di assistenza umanitaria salvavita. L'incapacità di farlo viola il diritto internazionale umanitario. La fine della pausa umanitaria ha già portato ulteriori sofferenze, perdite e dolore ai civili, ovunque si trovino. Chiediamo un cessate il fuoco umanitario".   

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite ha espresso le stesse preoccupazioni di Lazzarini, come riportato dal suo portavoce, Stéphane Dujarric, che ha poi aggiunto che Guterres è inoltre seriamente preoccupato per l'escalation di violenza nella Cisgiordania occupata, comprese le intensificate operazioni di sicurezza israeliane, l'elevato numero di vittime e arresti, l'aumento della violenza dei coloni e gli attacchi contro gli israeliani da parte dei palestinesi.  Il Segretario Generale, infine, ha ribadito il suo appello per un cessate il fuoco umanitario duraturo a Gaza e per il rilascio incondizionato e immediato di tutti gli ostaggi rimasti.  

In Cisgiordania, secondo quanto riportato dalle autorità palestinesi, ai quattro palestinesi assassinati oggi a Qalqilia, a Sa'ir e nel campo profughi di Qalandiya, se ne è aggiunto un altro stasera a Sa'ir, vicino a Hebron, nella zona settentrionale del territorio, ha detto il ministero. In tal modo, il bilancio delle vittime palestinesi nella sola Cisgiordania occupata dall'inizio dell'ìanno è salito a 467... ma non essendo ebrei o ebrei israeliani, da parte di Stati Uniti ed Europa non vi è stata condanna alcuna e nessun supporto umanitario, politico e/o militare per impedirne il massacro.


Sempre da parte delle Nazioni Unite, questo è l'appello/denuncia anche del diplomatico britannico Martin Griffiths, che si occupa delle questioni umanitarie...

E per i registi che stanno dietro al genocidio di Israele, gli Stati Uniti del "democratico " Biden, la colpa di tutto è solo di Hamas, compresa la ripresa delle ostilità, dovuta al mancato rilascio degli "ostaggi" detenuti a Gaza, senza però fare alcun accenno degli ostaggi palestinesi che quotidianamente vengono  rapiti dall'esercito israeliano in Cisgiordania e detenuti indefinitamente senza processo e senza accuse nelle carceri militari dello Stato ebraico in condizioni disumane.

Lo ha ripetuto il portavoce Sullivan che ha anche affermato che gli Stati Uniti continuano a comunicare con Qatar, Israele ed Egitto per trovare una via per ottenere il rilascio dei restanti prigionieri detenuti a Gaza, nonché sui temi degli aiuti umanitari e della rinnovata campagna militare di Israele.

Intanto, in tutto il nord della Striscia si registra un nuovo blackout delle comunicazioni telefoniche e di Internet, il quarto dall'inizio del conflitto, che è stato indicato come deliberato da parte dell'esercito israeliano.


Questo l'elenco delle vittime palestinesi (dal 7 ottobre) aggiornato al 4 dicembre:

Nella Striscia di Gaza
Morti: almeno 15.523 di cui 6.600 bambini e 4.300 donne
Feriti: almeno 41.316 ci cui il 70% sono bambini e donne
Dispersi: almeno 6.800

In Cisgiordania
Morti: almeno 254
Feriti: più di 3.365


In Israele, il numero dei morti israeliani a seguito dell'attacco del 7 ottobre è stato di circa 1.200. Di questi i civili erano 845.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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