Tra le varie domande che sono state rivolte a papa Francesco nella classica conferenza stampa al ritorno di un viaggio apostolico, c'è stata anche quella di  Jean-Marie Guénois di Le Figaro

"Santo Padre, come sta la sua salute, come va la sua convalescenza? Non ha letto o soltanto piccole parti di cinque discorsi. È senza precedenti nei viaggi: perché? Ha avuto problemi di occhi, stanchezza? Testi troppo lunghi? Come si sente? E se permette una piccola domanda sulla Francia. Lei viene a Marsiglia, ma mai visita la Francia. Il popolo non capisce, forse è troppo piccola o lei ha qualcosa contro la Francia?"

Questa la risposta del Papa:

"La mia salute va bene. I punti me li hanno tolti, faccio una vita normale, porto una fascia che devo portare per due tre mesi per evitare una eventuale “eventrazione” (nel linguaggio medico: protrusione dei visceri addominali, ndr) fino a quando i muscoli saranno più forti. La vista. In quella parrocchia ho tagliato il discorso perché c'era una luce davanti e non potevo leggere, mi veniva la luce e per questo ho tagliato. Alcuni, tramite Matteo, hanno domandato perché io ho accorciato le omelie che voi avete. Io quando parlo, non le omelie accademiche, ma questo cerco di farlo il più chiaro. Ma sempre quando parlo cerco la comunicazione. Voi avete visto che anche nell'omelia accademica qualche scherzo, qualche risata la faccio per controllare la comunicazione. Con i giovani i discorsi lunghi avevano l'essenziale del messaggio e io prendevo lì secondo come sentivo la comunicazione. Avete visto che facevo qualche domanda e subito l'eco mi indicava dove andava la cosa, se era sbagliato o no. I giovani non hanno molto tempo di attenzione. Pensa che se tu fai un discorso chiaro con un'idea, un'immagine, un affetto, ti possono seguire otto minuti. Tra parentesi, nell'Evangelii Gaudium, la prima esortazione che ho fatto, ho scritto un lungo capitolo sull'omelia. Perché qui c'è un parroco (riferimento a Don Benito Giorgetta, parroco di Termoli, ndr) che sa che le omelie alle volte sono una tortura, una tortura, che parlano bla, bla, e la gente… In qualche paesino, non so se a Termoli, gli uomini escono a farsi una sigaretta e tornano. La Chiesa deve convertirsi in questo aspetto della omelia: breve, chiara, con un messaggio chiaro, e affettuosa. Per questo io controllo come va con i giovani e li faccio dire.  Ma io ho accorciato perché… a me serve l'idea con i giovani.E passiamo alla Francia. Sono andato a Strasburgo, andrò a Marsiglia, ma in Francia no. C'è un problema che a me preoccupa, che è il problema Mediterraneo. Per questo vado in Francia. È criminale lo sfruttamento dei migranti. Qui in Europa no, perché va, siamo più colti, ma nei lager del Nord Africa… Io raccomando una lettura. C'è un piccolo libretto, piccolo, che scrisse un migrante che per venire dalla Guinea in Spagna ha speso credo tre anni perché era catturato, torturato, schiavizzato. I migranti in quei lager del Nord: è terribile. In questo momento – la settimana scorsa – l'associazione Mediterranea Saving Humans, stava facendo un lavoro per riscattare i migranti che erano nel deserto tra la Tunisia e la Libia, perché li avevano lasciati lì a morire. Quel libro si chiama Hermanito - in italiano ha il sottotitolo Fratellino - ma si legge in due ore, vale la pena. Leggetelo e voi vedrete il dramma dei migranti prima di imbarcarsi. I vescovi del Mediterraneo faranno questo incontro, anche con qualche politico, per riflettere sul serio sul dramma dei migranti. Il Mediterraneo è un cimitero, ma non è il cimitero più grande. Il cimitero più grande è il Nord Africa. È terribile questo, leggetelo. Io vado a Marsiglia per questo. La settimana scorsa il presidente Macron (mi) ha detto che è sua intenzione di venire a Marsiglia e sarò (lì) una giornata e mezza: arrivo il pomeriggio e la seguente giornata piena".

Alla pagina Dossier Unione Europea-Tunisia: gli accordi della vergogna, Mediterranea ricorda e condanna il trattato che l'Unione Europea ha stipulato con il dittatore tunisino Saied, di cui Giorgia Meloni è stata promotrice e regista.