Impiantato al Niguarda un cuore artificiale di solo 100 grammi con tele-monitoraggio, il primo in Italia

Impiantato al Niguarda un cuore artificiale di solo 100 grammi con tele-monitoraggio, il primo in Italia

Negli anni '80 un cuore artificiale era una macchina con una pompa esterna, talmente ingombrante, da richiedere il ricovero del paziente in un letto di rianimazione, in attesa del trapianto.

Oggi, un cuore artificiale o VAD (dispositivo di assistenza ventricolare) è un apparato molto ridotto che consente al paziente su cui viene impiantato di condurre una vita pressoché normale.

Ed un nuovo tipo di VAD è stato utilizzato con successo al Niguarda di Milano. Si tratta di un esemplare di ultima generazione, miniaturizzato, che consente anche un tele-monitoraggio dei parametri, 24 ore su 24. L’intervento è stato effettuato su un paziente di 61 anni con uno scompenso cardiaco ormai cronico, conseguente ad un grave infarto che aveva compromesso la funzionalità del ventricolo sinistro.

Il VAD utilizzato per l'intervento è il primo esemplare di questo tipo impiantato in Italia, il sedicesimo in Europa. Realizzato quasi interamente in lega di titanio e acciaio, con una lunghezza intorno ai 5 centimetri e un calibro di 1,2 centimetri, il dispositivo funziona come una miniturbina che assiste il cuore nella spinta del flusso sanguigno dal ventricolo sinistro verso l’aorta.

Rispetto ai dispositivi precedenti, il nuovo VAD ha un peso contenuto di soli 100 grammi, un terzo rispetto ai precedenti. Inoltre, le sue dimensioni contenute, oltre ad un a minore invasività, ne consentono la possibilità d'impiego anche su pazienti “piccoli”.

«Questo tipo di modello - spiega Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia del Niguarda - è dotato di un sensore doppler che misura in maniera costante la portata sanguigna, contrariamente ad altri modelli nei quali il dato del flusso viene calcolato come derivata da altri parametri. Il dispositivo può arrivare a pompare fino a 10 litri di sangue al minuto e la misurazione diretta di questo parametro consente un monitoraggio da remoto più fine e tempestivo.

In ospedale ci colleghiamo a un computer e in real-time abbiamo sotto i nostri occhi tutti i principali parametri registrati dal sistema di assistenza al circolo. In questo modo - ha aggiunto Russo - possiamo monitorarne il funzionamento del VAD mentre il paziente è comodamente a casa, alleggerendolo dall’impegno di doversi recare in ospedale per le visite di controllo.

Il monitoraggio a distanza, inoltre, ci permette di controllare l’insorgenza di eventuali complicanze e riconoscere precocemente situazioni potenzialmente pericolose, tra queste lo sviluppo di aritmie cardiache o le condizioni di basso flusso o di eccessivo consumo di corrente.»

Il miglioramento tecnologico degli ultimi anni ha permesso di trasformare il VAD da struento da utilizzare in attesa del trapianto, a trattamento alternativo (destination therapy), in caso di controindicazioni all’intervento.

Sandro Alioto
Categoria Salute
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