"Non possiamo continuare ad apprendere notizie sul futuro di Alitalia in maniera indiretta e spesso discordanti tra loro. L'esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori della compagnia è alle stelle.  Anche alla luce del troppo severo atteggiamento dell'Unione europea nei confronti di Alitalia, riteniamo che vada posto fine a questo stillicidio e che si debba aprire un confronto permanente per monitorare e risolvere la situazione con i Ministeri competenti. Riteniamo altresì che, alla luce dei risultati che la somministrazione dei vaccini sta avendo in altri paesi, il decollo della nuova azienda non sia più rinviabile e per questo chiediamo che vada messa sin da ora nelle migliori condizioni per competere sul mercato, a partire dal brand, conosciuto e stimato in tutto il mondo, dagli slot necessari per avere una capacità produttiva adeguata alla domanda di trasporto aereo e da una flotta dotata di aeromobili competitivi e performanti sia sul medio-lungo raggio che per il mercato domestico. Abbiamo quindi la necessità di conoscere gli obiettivi e soprattutto le potenzialità della nuova compagnia aerea: si è sprecato anche troppo tempo".

Questo è quanto dichiarava ieri il Segretario generale della Fit-Cisl, Salvatore Pellecchia, sulla situazione della nostra compagnia di bandiera, in relazione all'eventuale - a questo punto nulla è certo - nascita della nuova ennesima good company, Ita, che dovrebbe sorgere come l'araba fenice dalle ceneri, anch'esse le ennesime, di Alitalia. Una posizione, naturalmente, condivisa anche dagli altri sindacati, Cgil  Uil.

Ovviamente, protestano anche i Sindacati di Base, che ieri erano in piazza, in migliaia, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico per ricordare al ministro Giorgetti e al Governo che non accetteranno per Ita piani di ridimensionamento con licenziamenti annessi, poiché in tal caso la nuova compagnia sarebbe costretta alla marginalità e alla scomparsa.

Eppure,  sembra che i piani del governo siano quelli di far nascere una compagnia che Usb ha etichettato come tascabile: un suicidio per l'azienda, per i lavoratori e per il Paese intero.

Nelle ore successive, nel pomeriggio, il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti ha incontrato sindacati e lavoratori del trasporto aereo.

"Raccolgo la sollecitazione alla creazione di un tavolo permanente sul trasporto aereo - ha detto Giorgetti -. È giusto che il governo si confronti con voi rispetto a una vicenda che è molto complessa che vede numerosi interessi, aziendali e nazionali, che devono essere trattati nell’ambito di una dialettica con la commissione europea.Con i commissari straordinari [di Alitalia, ndr] è in corso una riflessione su piani alternativi se l’attuale trattativa con il Mef e Mims andasse male. Sarà necessario riconsiderare tutto se la vicenda Alitalia non avrà una conclusione positiva e bisognerà coinvolgere anche il Parlamento.L’attuale situazione è evidentemente il risultato di errori del passato, ma ora noi rischiamo di perdere quello che è rimasto. Senza fare processi a nessuno è però necessario, a mio parere, ricondurre la questione a una riflessione sulla politica industriale sul trasporto che vogliamo intraprendere".

Concetti che Giorgetti ha specificato con più chiarezza giovedì mattina in audizione alla Camera (fonte Ansa): 

"La nuova Alitalia, cioè Ita, nascerà se avrà la possibilità di operare in modo proficuo, altrimenti, lo ribadisco, secondo me dovremo immaginare qualche altra soluzione, innanzitutto di emergenza", puntualizzando che la "competenza del Mise è solo sull'amministrazione straordinaria, mentre è il Mef che si occupa del nuovo vettore.Le trattative sono in corso anche in queste ore e in questi giorni. L'obiettivo, per quanto riguarda il Governo, è provare a individuare un nuovo vettore di proprietà statale che sappia giocare da un lato ruolo di soddisfacimento degli interessi nazionali per il trasporto aereo, ma anche che abbia un equilibrio economico aziendale già molto difficile in condizioni normali, figuriamoci in questo momento, con le previsioni" di ripresa del traffico "alquanto aleatorie.  Inoltre, i viaggi business probabilmente potrebbero essere impattati dalle nuove modalità di meeting, probabilmente ci sarà un effetto spiazzamento.Sul diverso trattamento riservato dall'Europa nei confronti di Alitalia, c'è un aspetto formale: noi partiamo da una condizione giuridica e giuridicamente purtroppo diversa da altri paesi, Alitalia è in amministrazione straordinaria, mentre altri non lo sono; inoltre altri vettori sono partecipati dallo Stato. C'è un aspetto sostanziale, in cui a noi vengono puntualmente e rigorosamente verificati anche l'entità dei ristori legati all'impatto della pandemia sul trasporto aereo, mentre per altre compagnie sono concesse le possibilità di finanziamento. Proprio ieri ci sono state due sentenze del tribunale Ue, su Finnair e Sas, che hanno ribadito la legittimità alle compagnie in bonis di questi tipi di aiuto. Paradossalmente, se Alitalia fosse stata in bonis avrebbe potuto ricevere miliardi e miliardi".