Il 2018 non è stato un anno ricco di soddisfazioni per il settore delle materie prime. La forza del dollaro, supportata dalla riforma fiscale voluta da Trump e dalla politica monetaria portata avanti dalla FED, e alcune variabili geopolitiche, iniziando dalle tensioni commerciali con la Cina, hanno appesantito il mercato.

Tuttavia, nel 2019 molti vedono il possibile calo del biglietto verde, anche considerando le "performance" dal 2010 ad oggi, anni in cui la valuta Usa ha fatto segnare progressi del 35% in termini generali e del 50% rispetto alle valute dei mercati emergenti.

Poiché nel 2018 la forza del dollaro ha inciso in negativo sulle quotazioni delle materie prime, nel caso nel 2019 dovesse essere confermato il suo indebolimento, forse non è sbagliato pensare la possibilità di registrare un effetto inflazionistico sulle commodities.