La verità sulla morte di Serena Mollicone

La verità sulla morte di Serena Mollicone

Nuove indagini per l’omicidio della giovane trovata senza vita in un bosco.

Serena Mollicone, studentessa di 18 anni, è stata trovata morta il 3 settembre del 2001 nel bosco di Fonte Cupa ad Anitrella, vicino ad Arce.

Il giorno in cui Serena è sparita, e poi assassinata, era andata in caserma. Secondo le ricostruzioni fatte dagli investigatori la ragazza è stata selvaggiamente picchiata, Serena è morta dopo 5 ore, i suoi aguzzini le hanno infilato un sacchetto di plastica intorno alla testa, per accertarsi che sarebbe morta.

In questi giorni, gli specialisti del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri hanno filmato la caserma di Arce, sia all’interno che all’esterno per ricostruire tridimensionalmente al computer, la scena del crimine. Nella perizia redatta dagli esperti del Reparto Investigazioni Scientifiche e consegnata nei mesi scorsi alla procura, individua la caserma come luogo del delitto.

Nella documentazione è scritto di alcune tracce di legno e di vernice che sono state isolate nell’ultima autopsia sul corpo di Serena, e che appartengono senza alcun dubbio alla porta dell’alloggio di servizio della caserma dei carabinieri di Arce. Queste tracce dimostrano che il luogo dell’omicidio della studentessa è proprio la caserma.

La serie di filmati realizzati dai ROS e la documentazione redatta dai RIS, potrebbero far richiedere agli inquirenti il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, a vario titolo, nel delitto di Serena Mollicone.

Al momento sono accusati per omicidio volontario Franco Mottola, che all’epoca dei fatti, era il comandante, la moglie Anna e il figlio Marco. Indagati sono anche il luogotenente Vincenzo Quatrale, accusato di concorso morale nell’uccisione di Serena e dell’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, e l’appuntato Francesco Suprano che deve rispondere di favoreggiamento.

Categoria Cronaca
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