di Vincenzo Petrosino - Medico chirurgo - Spec. in Oncologia chirurgica - Salerno.   Il vaccino della Pfizer è attualmente quello che è più avanti come tempistica per la validazione. Si ipotizza la sua disponibilità già dai primi mesi del 2021. L’italia sta puntando anche a questo vaccino.

Si pensa di poter vaccinare in breve tempo con 3,4 milioni di dosi 1,7 milioni di persone. In questa prima fase la somministrazione si farà solo in ospedale. 

Ecco il piano del Commissario Arcuri (non definitivo).
 

Le prime dosi di vaccino anti Covid saranno riservate agli operatori sanitari e agli anziani delle Rsa. Nel Piano si punta sul vaccino Pfizer, “il cui iter di validazione, sembra essere, ad oggi, il più avanzato”. L’Italia disporrà già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone.

Il Commissario Arcuri propone “in questa prima fase, di somministrare il vaccino direttamente nelle strutture ospedaliere e, tramite unità mobili, nei presidi residenziali per anziani”.

Il vaccino Pfizer per garantire la sua integrità, deve essere a esclusivamente consegnato dal fornitore direttamente ad ogni punto di somministrazione e in apposite borse di conservazione contenenti, al massimo, 5 scatole da 975 dosi ciascuna.

Questo tipo di vaccino può essere conservato:

  • 15 giorni dalla consegna nelle borse di conservazione dello stesso  fornitore
  • sei mesi, qualora si disponga di celle frigorifere a temperatura di -75 0 C±15 0 C.

Questo vaccino deve essere utilizzato al massimo entro 6 ore dall'estrazione dalle borse o dalla cella di conservazione. Si consideri inoltre che ogni fiala di vaccino contiene 5 dosi.

Non si tratta ovviamente di prodotto facilmente conservabile e utilizzabile per questo il commissario Arcuri ha scritto alle Regioni affinché “individuino, in ogni provincia, idonee strutture capaci di  rispettare i vincoli sopraesposti quanto alle caratteristiche di consegna, di conservazione e di somministrazione.”

Le specifiche richieste sono le seguenti: 

Per ogni provincia, il numero e la denominazione dei presidi ospedalieri all'interno dei quali si ritiene utile che il vaccino venga consegnato e somministrato; tale presidio ospedaliero dovrà essere in condizione di vaccinare almeno 2.000 persone riferite ai suddetti target (o più persone ma con multipli di 1.000) in 15 giorni;

per ogni presidio ospedaliero cosi individuato:

  • il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo,
  • il numero di personale sanitario e sociosanitario operante nel territorio, che potrà raggiungere il presidio ospedaliero in non più di 30-60 minuti; 
  • la disponibilità al loro interno di congelatori, con le caratteristiche evidenziate, ed il relativo volume di spazio disponibile;
  • per ogni provincia, il numero e la denominazione dei diversi presidi residenziali per anziani (ovvero residenze per anziani autosufficienti, residenze sociosanitarie per anziani e RSA) esistenti;

per ogni presidio residenziale per anziani cosi individuato:

  • il numero di personale e ospiti presenti al suo interno, nonché la possibilità che lo stesso sia raggiunto tramite unità mobili in non più di 30-60 minuti da uno dei presidi ospedalieri più vicini del quale si prega di fornire la denominazione.

Insomma al momento nulla di semplice o di deciso e né tantomeno a mio giudizio di certo.

Non ci sono ancora vaccini approvati nell'UE per prevenire o curare nessuna delle infezioni da coronavirus umano, comprese quelle che causano il raffreddore comune o condizioni più gravi.
A causa dell'urgenza posta dalla pandemia, sono in corso sforzi per sviluppare un vaccino contro questo coronavirus,   e renderlo disponibili il prima possibile.
 
Al momento non è noto quale livello di protezione si possa raggiungere con i vaccini in fase di sviluppo. 


Ecco il testo completo  della raccolta informazione per il “piano di fattibilità” della prima fase di somministrazione del vaccino: 

drive.google.com/file/d/1u4A9aqeiJtRrh4L7fcNHu8XG1yDNN4B0/view?usp=sharing